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Articolo n° 16457 del 13 Ottobre 2007 delle ore 17:35

Teatro Chiabrera: il “Tutti in maschera” di Pedrotti ha inaugurato la stagione lirica

[thumb:632:r]Savona. Mancava dalle scene dal 1935, il “Tutti in maschera” di Carlo Pedrotti, compositore veronese dalla carriera singolare. Stimato da Verdi e Wagner, fu una figura di spicco della sua epoca: direttore d’orchestra al teatro Regio di Torino, dove fondò i famosi i Concerti Popolari e formò celebri musicisti, Pedrotti diresse le prime italiane di Wagner, la “Carmen” di Bizet, il “Il Re Lahore” di Massenet e molte altre opere. Intanto, come compositore dava alle scene due gioielli di musica giocosa come “Fiorina e la fanciulla di Glaris” e “Tutti in maschera”, nonché “Il favorito” (Torino, 1870) e “Olema la schiava” (Torino, 1870). Meno fortunate le sue opere serie, definite dallo stesso autore “roba da vecchi”. Esigente con gli altri e con se stesso Pedrotti non si risparmiò autocritiche e proibì l’esecuzione di diverse sue opere. Nel 1882 lasciò Torino per diventare il primo direttore Istituto Rossini a Pesaro, dove conobbe altri successi ma non sufficienti ad evitare il suicidio nel 1893 con un tuffo nell’Adige dal Ponte della Vittoria.
La sua commedia lirica ha inaugurato ieri la stagione autunnale dell’Opera Giocosa al Teatro Chiabrera di Savona. La primissima rappresentazione, avvenuta nel 1856 al Teatro Nuovo di Verona, conobbe un immediato successo, a cui seguirono molte rappresentazioni in Italia. Nel 1865 fu eseguita a Vienna e quattro anni dopo a Parigi con il titolo di “Les masques”. A Savona fu data nel 1866. Il libretto di Marco Marcelliano Marcello era un adattamento di “L’impresario delle Smirne”, di Carlo Goldoni, andato in scena durante il carnevale veneziano del 1760. La parodia del mondo dello spettacolo dell’epoca goldoniana diventò, nella partitura di Pedrotti, una briosa e suggestiva critica della figura dell’impresario teatrale, che stava sorgendo come factotum della scena moderna. L’opera è una commedia degli equivoci, storia di un impresario turco deciso a portare la lirica nel suo paese d’origine e per questo conteso dalle prime donne della compagnia e pedinato dai mariti gelosi. In un tripudio di scambi di persone, mascheramenti e gaffe l’opera finisce in riso. Continuando sulla scia della scuola napoletana settecentesca, che univa purezza armonica e spontaneità d’idee, Pedrotti inserì le innovazioni di Rossini e Donizetti nella descrizione del suo Abdalà, impresario turco modello e pantomima comica di un ruolo che nell’Ottocento avrebbe conosciuto il proprio trionfo. Forse ciò aiutò “Tutti in maschera” a viaggiare anche in Turchia, India, Cina, Filippine e Australia. Poi fu dimenticata.
Questa “prima” dell’era moderna è frutto di una riedizione critica e un recupero filologico di Giovanni Di Stefano, direttore artistico dell’Opera Giocosa, a partire dall’autografo reso disponibile dall’Archivio Storico di Casa Ricordi. L’allestimento è realizzato dall’Opera Giocosa in coproduzione con il Teatro Municipale di Piacenza-Fondazione Arturo Toscanini, il Teatro Sociale di Rovigo e l’irlandese Wexford Festival Opera. Il cast vede Paolo Bordogna nei panni di Abdalà, David Sotgiu in quelli del Cavaliere Emilio e Yolanda Auyanet come Vittoria, diretti da Giovanni Di Stefano e accompagnati dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo e dal Coro del Teatro dell’Opera Giocosa, diretto da Corrado Casati. La regia di Rosetta Cucchi, le scene di Federico Bianchi e i costumi di Claudia Pernigotti giocano su un’intersezione di tempi e stili diversi, con ambientazioni primo novecentesche e costumi di sapore settecentesco.
Malgrado alcune difficoltà passate, l’Opera Giocosa ha presentato un cartellone coraggioso, con alcuni titoli rari e una politica di riscoperte e recuperi, che ha caratterizzato l’istituzione fin dai suoi esordi. La formula per i prossimi anni è tracciata e ha il sapore di una sfida: alternare titoli popolari, come “Aida” e “Nabucco”, a chicche rare come il “Tutti in maschera” di Pedrotti. Un impegno economico e culturale che va a rischiare in territori poco battuti ma può rappresentare uno stimolo per il pubblico e per gli artisti. Buona la reazione del pubblico alla prima di ieri sera, con dieci minuti di applausi finali e molti dedicati alla soprano Yolanda Auyanet, vera stella della serata. Si replica domani, domenica pomeriggio alle ore 15, mentre stasera su Radio 3 Rai, viene trasmessa sabato alle ore 19 la registrazione della prima. La casa di produzione Bongiovanni sta producendo un dvd che sarà in commercio prossimo anno.

Nicola Davide Angerame


» Felix Lammardo

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