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Articolo n° 16452 del 14 Ottobre 2007 delle ore 11:17

Nicolick: “Una notte sulla Aurelia tra Ceriale e Albenga”

Arrivano con treno verso le 21 alla stazione di Alberga, provenienti da Genova e da Savona, qualcuna si aggrega a Savona arrivando , sempre con il treno, dal basso Piemonte, Cairo, Acqui Terme o altra localita’, sono donne straniere, extracomunitarie o nuove europee come le Rumene e le Bulgare. Indossano vestiti o tute comode per camminare,niente minigonne vertiginose o calze a rete, non sono ancora truccate ed appariscenti, al posto delle scarpe con i tacchi alti, hanno scarpette ginniche per meglio raggiungere il marciapiede. Sorridono, chiacchierano tra di loro con allegria, appaiono contente, hanno tutte una busta di plastica, tipo supermercato con dentro gli abiti da ruolo e le calzature alte per slanciarsi meglio. Appena sono tutte arrivate e raggruppate, come ad un segnale invisibile, partono a piedi, in fretta a passi veloci e lesti, per raggiungere il posto di lavoro. Qualcuna e’ attesa nel piazzale della stazione da un’auto, vecchia e scalcagnata, alla guida un vecchio che fuma , nervosamente, forse il gentile passaggio verra’ ripagato in natura dalla donna che deve raggiungere la strada provinciale tra Albenga e Ceriale. Intanto il gruppone, circa una trentina di giovani donne, di gran carriera , attraversaViale Pontelungo, transita nella oscurita’ complice delle stradine laterali dell’Aurelia e sparisce. Dopo circa una ventina di minuti di preparativi e allestimenti tecnici, escono dal buio, completamente trasformate: trucco pesantissimo, tacchi alti o stivali lucidi, minigonne, camicette spalancate su petti magri , troppo magri, forse emaciati, capelli lunghi che forse avrebbero bisogno di uno shampoo. L’eta’ media di queste prostitute sembra attorno ai 30, ma e’ difficile dare una eta’ esatta a queste donne. Appena questi personaggi appaiono sulla strada, la viabilita’ ha una impennata, decine di auto, furgoni, camioncini e anche motocicli iniziano tutta una serie di lenti transiti nei due sensi, con frequenti inversioni, alle estremita’ del nastro di asfalto,con i finestrini abbassati, per meglio guardare e per , eventualmente fermarsi e caricare una o anche, a seconda della necessita’, piu’ di una di queste donne, dopo regolare contrattazione sul ciglio della strada. Pare che i prezzi vadano dai dai 30 ai 50 Euro a seconda della tipologia del servizio. Ogni tanto, fanno la loro ciclica comparsa i lampeggianti blu di carabinieri o polizia, al che tutti scappano, clienti e signorine.
Per tornare sulla breccia dopo una mezzora quando le auto dei carabinieri si sono allontanate. Intorno alle 4, il grande lavorio finisce, le donne tornano nel buio, dove si cambiano d’abito, e a piedi o con un compiacente passaggio tornano alla stazione ferroviaria di alberga. Un’altra notte e’ passata.

Roberto Nicolick
Consigliere Provinciale gruppo Misto Savona


» Felix Lammardo

3 commenti a “Nicolick: “Una notte sulla Aurelia tra Ceriale e Albenga””
Andrea C ha detto..
il 15 Ottobre 2007 alle 12:11

Soluzione?
Riaprire le case di tolleranza. Perchè in molti paesi europei e/o extra esistono addirittura quartieri a luci rosse?
Perchè in Italia deve esserci tutta questa “illegalità sessuale”? Non sarebbe meglio regolamentarla?
A chi giova il mercato attuale della prostituzione in Italia?
Grazie a chi mi saprà rispondere.
Buona giornata

Santillan ha detto..
il 17 Ottobre 2007 alle 09:22

Tutto questo reportage, dettagliato, per dimostrare cosa? Come da sempre accade in Italia ci si infastidisce per i lavavetri, le prostitute, gli accattoni. Ma poi andare a fondo sulla questione e trovare responsabili e chi su queste cose “ci mangia” si fa troppa fatica.

Bruno Pirastu ha detto..
il 17 Ottobre 2007 alle 14:01

Quel rettilineo è da sempre , moltissimi anni , usato per quello e non è una novità. Non è nemmeno un segreto che dietro a questo c’è la spartizione delle zone tra i varii PAPPA. Da anni i residenti hanno fatto varie richieste di sicurezza , di illuminazione e altro ma la POLITICA è sempre stata assente a parte le solite denuncie moraliste che , alla fine , attirano altri clienti che prima non sapevano del Mercatone. Utopia estinguere la professione più vecchia del mondo vedrei meglio iniziative per regolamentarla anche perchè il ” vecchio bavoso sulla auto scarcagnata ” è , volenti o nolenti , una realtà sociale , mica tutti sono belli, giovani , con l’amante e la Ferrari in garage. A parte poi che accanto a queste schiave ci sono anche le libere professioniste che si incontrano nei bar per bene di Savona , nei salotti e davanti alle vetrine delle boutique con la sola differenza che a loro non si paga la marketta ma si fa un regalino.

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