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Articolo n° 16554 del 16 Ottobre 2007 delle ore 15:56

La Cgil critica i rincari del pane

Regione. I prezzi del pane hanno visto un’impennata del 7,5% (dati Istat) solo nell’ultimo anno. Negli ultimi venti anni, l’aumento è stato addirittura del 419%. “Le associazioni di categoria stanno utilizzando in maniera strumentale, al fine di darsi una giustificazione, il recente aumento del prezzo del grano; peccato che i prezzi degli altri prodotti alimentari a base di questo cereale, non abbiano subito la stessa impennata”. Lo sostiene Vanda Valettini, coordinatore regionale Flai Cgil della Liguria. “Il presidente della Federpanificatori mette le mani avanti e annuncia che probabilmente altri rincari si renderanno necessari al fine di fare fronte al rinnovo del biennio economico  del Contratto Collettivo Nazionale – osserva Vanda Valettini – Peccato che la associazioni di categoria, che rappresentano i proprietari di panifici, si dimentichino di dire alla cittadinanza che il contratto è scaduto da ben 18 mesi e che, solamente l’intervento del Ministro del Lavoro richiesto con forza e determinazione da parte delle segreterie Nazionali di Cgil-Cisl-Uil del settore abbia portato i rappresentanti delle controparti a sedersi ad un tavolo di trattativa la settimana scorsa, nel quale, peraltro, non si sono registrati passi significativi che possano portare alla firma. Va ricordato, inoltre, che il precedente rinnovo era avvenuto dopo 17 mesi dalla scadenza. Ci troviamo, quindi, nella paradossale situazione in cui i dipendenti delle aziende di panificazione vedono i loro stipendi fermi da mesi, con un ritardo costante nei rinnovi che porta ad una consistente perdita del potere d’acquisto, mentre i loro datori di lavoro li utilizzano per giustificare gli aumenti del pane”. “Il settore inoltre – aggiunge – assiste ormai da anni ad una deriva nel campo dei diritti. Sono sempre più numerosi, infatti, i datori di lavoro che disprezzano totalmente le più elementari norme contrattuali e di legge per quanto riguarda il mercato del lavoro a discapito di quanti, sempre di meno, rispettano con onestà chi quotidianamente permette alla loro attività di procedere”.


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