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Articolo n° 16596 del 17 Ottobre 2007 delle ore 15:20

Ferrania: “Alla cortese attenzione del prof. Bozzo”

Gent.mo Professore,
La sua telefonata in data odierna dopo la nostra e-mail di ieri ci ha piacevolmente sorpresi.
Dobbiamo ammetterlo con franchezza, non ci contavamo; perdoni la nostra diffidenza ma non è la prima volta che qualche personaggio ci ascolta e dopo si dimentica, non tanto di noi, quanto di quello che rivendichiamo.
Il suo interessamento sulla vicenda Ferrania, dicevamo, ci ha piacevolmente sorpreso, ma siamo convinti che il padronato perseguirà i suoi piani, tenendo conto di minimizzare i costi e le perdite e di massimizzare i profitti. La società capitalistica e il libero mercato danno ragione a questi imprenditori (razziatori).
Il vero guaio è che chi dovrebbe difendere i lavoratori, molto spesso si accuccia ai piedi del padrone, e, salvata la faccia, concerta, tratta, raccontando che un bicchiere con un certo quantitativo di liquido è pieno a metà, noi invece che il bicchiere lo vorremmo pieno, diciamo che è vuoto a metà.
Nella vicenda Ferrania i primi colpevoli della situazione, che va purtroppo volgendo al termine, sono proprio i rappresentanti dei sindacati confederali che hanno sempre avallato le speranze dei lavoratori e hanno detto di credere alle bubbole, anche le più marchiane, proposte dai padroni. Vedi Piano industriale allegato e siglato dalle parti al protocollo di intesa del 2 Luglio 2005.
In aggiunta le Amministrazioni comunali della valle Bormida l’Amministrazione provinciale ed infine la Regione hanno siglato i protocolli di intesa, gli accordi di programma, ma non hanno mai verificato durante il tempo l’attuazione da parte del padronato di questi accordi.
Noi abbiamo continuato a denuncia re queste mancanze, e, come spesso accade alle voci in dissonanza dagli amanti del quieto vivere o dei collusi, siamo stati inascoltati.
Oggi i lavoratori, a nostro avviso , ridotti come sono a poche unità, divisi, in quanto hanno ascoltato le “sirene” e non i loro compagni che, forse più accorti e meno fiduciosi delle promesse dei padroni, soli, perché in passato hanno considerato la loro azienda come un porto sicuro, al di sopra di ogni tempesta, essi non hanno altra chance che aspettare che l’agonia finisca. Triste epilogo di una vicenda che poteva essere un esempio di lotta dei lavoratori per garantirsi il posto di lavoro e il futuro.
Avremmo molte altre cose da dire, ma le abbiamo gia dette in questi due anni di agonia e non ci resta altro che ringraziarla per la sua sensibilità, con la speranza che comunque vada, lei si senta impegnato a interessarsi dei lavoratori della Ferrania anche dopo la conclusione di questa triste vicenda.

Con stima
Giorgio Magni
Portavoce Partito Comunista dei Lavoratori


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