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Articolo n° 16668 del 19 Ottobre 2007 delle ore 09:35

Accordo sulla piattaforma Maersk, Rifondazione: “La montagna che ha partorito il topolino”

“La montagna che ha partorito il topolino”, oppure il ritorno del figlior prodico così mi piace appostrofare il ritorno in giunta , o il tentativo ultimo di ricucire il famoso “strappo estivo ” dei tre assessori “dimissionari” nella maggioranza del Sindaco Giacobbe e che tutti, compreso i cittadini, credevano potesse essere una svolta nella politica vadese con il rendersi conto che il progetto della piattaforma Maerks era sbagliato già agli albori. Io credo che oggi l’unica cosa che ha veramente senso è, e resta, se pur tardiva, la consultazione popolare, ossia che siano i cittadini a scegliere se alla notte vogliono dormire oppure vogliono stare svegli a guardare scaricare le navi, se al mattino al posto di vedere il mare vogliono salutare e offrire un caffè al gruista che gli stà difronte alla propria abitazione, quando, come riportono i quotidiani di ieri, nei mesi di gennaio o febbraio si dovrebbe andare alla consultazione popolare; io come Segretario di Circolo mi prendo l’impegno affinchè più gente possibile vada a esprimersi su un sacro santo diritto che non è solo quello di volere o non volere la piattaforma ma di votare e decidere sul proprio futuro e sul futuro dei Vostri figli, nipoti e pronipoti (come qualcuno aveva suggerito qualche tempo fà), decidere se il sacrificio di un paio d’anni a smantellare e costrirure qualcosa di nuovo saranno spesi bene o se si avrà qualcosa di nuovo e di importante anche e sopratutto sul piano occupazione ed economico e che poi i primi a godere di quei sacrifici, in un futuro prossimo divenuti “frutti maturi” saranno al solo scapito della popolazione e di altri che vorranno un lavoro sicuro e ben ritribuito senza continaure nella triste lotta dei precari o dei contratti a rinnovo? queste sono le domande i chiarimenti che l’amministrazione comunale insieme all’Autorità Portuale, alla Provincia e alla Regione, ossia gli organi che ci rappresentano e che oggi sono governati da giunte di centrosinistra, devono e non possono esimersi dal non rispondere perchè non è solamente un discorso di numeri elettorali ma si tratta dell’avvenire e del futuro della popolazione vadese.
Rifondazione Comunista, il Circolo di Vado Ligure XXV Aprile, sarà affianco della popolazione fino a che a queste domande le varie autorità competenti non avranno risposto in maniera chirara ed esaustiva.
La comunità vadese e io, non solo come rappresentante politico ma come cittadino, voglio avere risposte certe sul mio futuro e chi oggi pensa di poter “raccontare quella dell’uva” alla popolazione se ne assumerà la resposabilità non solo politca ma anche istituzionale perchè fino adesso nessuna maggioranza o giunta ha avuto mandato da parte dei cittadini a discutere di un progetto che i cittadini non volevano allora ( amministrazione Peluffo), e che non vogliono oggi con Giacobbe, chi rompe paga e i cocci sono i suoi, oggi a rompere sono gli amministratori e a pagare in futuro sarà la popolazione.

Simone Falco, Segretario Prc Vado Ligure – Circolo XXV Aprile


» Felix Lammardo

9 commenti a “Accordo sulla piattaforma Maersk, Rifondazione: “La montagna che ha partorito il topolino””
andryroby ha detto..
il 19 Ottobre 2007 alle 11:53

Mi meravigliano le persone che pensano che Vado Ligure sia una ridente cittadina turistica o, perlomeno, una cittadina dove è ancora possibile vivere senza il “trambusto” del lavoro e mi domando: queste persone si sono rese conto realmente di dove abitano? Si sono guardate intorno per vedere già oggi cosa le circonda?
Simone Falco chiede se le persone “alla notte vogliono dormire oppure vogliono stare svegli a guardare scaricare le navi, se al mattino al posto di vedere il mare vogliono salutare e offrire un caffè al gruista che gli stà difronte alla propria abitazione”…………ma sono cieco io o a Vado Ligure esistono già situazioni di questo genere? Basta davvero guardare già oggi fuori dalla propria finestra per vedere fabbriche ed industrie quali Esso Chimica, Infineum, Vitrofil, Sanac, Terminal Rinfuse, Terminal Container, cantieri navali, Tirreno Power, ecc ecc ecc
A Vado Ligure, già agli inizi del 900, proprio nella zona dove dovrebbe sorgere la piattaforma, era presente il più grande cantiere di demolizioni navali d’Italia e grazie a quello e agli altri insediamenti che sono sorti al seguito i Vadesi e altra popolazione limitrofa hanno potuto mettere il pane sotto i denti per oltre un secolo, perchè si erano già resi conto che la pesca e l’agricoltura da soli non bastavano più.
Vado Ligure “industriale” è una scelta che era già stata fatta dai nostri avi quindi non meravigliamoci di vederci proposte scelte come la piattaforma Maersk.
A mio parere ( e qui sono in pieno accordo con Simone Falco ) serve una consulta popolare, non tanto per decidere se si o se no alla piattaforma, ma per capire quali sarebbero gli svantaggi dei si, quali dei no e quali però i vantaggi.
Penso che a carte ancora in tavola il cittadino Vadese possa contrattare un si per ottenere e contrattare dei bei vantaggi ( da decidere a consultazione ) o dei no per non avere nessun vantaggio da poter contrattare.
Prima di decidere no sarebbe opportuno vedere se “il gioco vale la candela”, altrimenti viva i no, ma non credo comunque che vado tornerebbe mai ad essere come prima del 900.

gatto randagio ha detto..
il 19 Ottobre 2007 alle 16:33

Riecco la solita sparata di Rifondazione Comunista! Arriva sempre in ritardo (vedere lotta al precariato) e a giochi fatti, poi il rappresentante di turno (Ravera, Falco, Codino, ecc…) si mettono a fare lamentele su questioni che quando era il tempo che fossero sollevate si guardavano bene dal sollevare tergiversando con scuse poco credibili. Non mi si venga a dire che Rifondazione era contraria fin dall’inizio anche qui!
Allora con la Margonara?…
Invece di fare i soloni quelli del prc dovrebbero dare prova di coerenza e dimettersi dagli assessorati che hanno in regione, provincia e comune di Savona e andare all’opposizione!
Invece sempre le solite sparate estemporanee… Un comportamento che lede all’immagine della coalizione di centrosinistra! Spero che i dirigenti del nascente PD mettano in riga questi “alleati” così effimeri e poco coerenti!

antonio gianetto ha detto..
il 19 Ottobre 2007 alle 21:16

andryroby scrive:
“” A Vado Ligure, già agli inizi del 900, proprio nella zona dove dovrebbe sorgere la piattaforma, era presente il più grande cantiere di demolizioni navali d’Italia e grazie a quello e agli altri insediamenti che sono sorti al seguito i Vadesi e altra popolazione limitrofa hanno potuto mettere il pane sotto i denti per oltre un secolo, perchè si erano già resi conto che la pesca e l’agricoltura da soli non bastavano più. “””
Per chi non lo sapesse, le navi, nella parte alloggi equipaggio, ( murate e pavimenti ), celle frigorifere, locali caldaia e macchina, tutte le tubazioni di vapore, ( mandata e scarico ), sia in coperta che all’ interno della nave erano coibentate con amianto o prodotti a base di amianto.
Qualcuno si è mai chiesto dove è andato a finire tutto quel materiale?
Non sarebbe il caso di riflettere sui danni ambientali che, già, stanno devastando il territorio vadese, prima di proseguire con questo tipo di scelte?
Anche Acna, Montedison, Eni chimica, Stoppani, l’ Ilva di Genova e tante altre industrie chimiche, portavano posti da lavoro, ma ad un certo momento si è dovuto scegliere tra lavoro e salute!

The Gecko ha detto..
il 19 Ottobre 2007 alle 22:19

Mi associo a quanto già detto da andryroby.

bobal ha detto..
il 20 Ottobre 2007 alle 11:37

fermo restando che sono contrario alla piattaforma, a questo punto, vedendo quanto spingono le classi dirigenti (e mossi chissa da quali interessi taciuti.. oi non denunciatemi per diffamazione ora eh).. beh credo che andryroby possa avere ragione: cerchiamo un compromesso.. vado non puo’ diventare rotterdam o singapore, non ne avrebbe le capacita’

andryroby ha detto..
il 20 Ottobre 2007 alle 14:29

Il fatto che quando eisteva quel cantiere di demolizioni venisse trattato anche l’amianto non vuole significare che oggi ricadremmo negli stessi errori; reduci da esperienze come Acna, Montedison, Eni chimica, Stoppani, l’ Ilva di Genova e tante altre industrie saremo ingrado di compiere opere meno “tristi”. Suppongo che la storia e l’esperienza acquisita possano esserci utili.

antonio gianetto ha detto..
il 21 Ottobre 2007 alle 15:20

Mi auguro che Vi permettano di fare scelte meno tristi!
Tra piattaforma e ampliamento Tirreno Power, non mi sembra che si stia andando in quella direzione.
Ai Vadesi viene data la possibilità di esprimersi sulla piattaforma, mi auguro che sappiano decidere saggiamente.
Personalmente ho sempre pensato che la piattaforma fosse più indicata per lo “ Transhipment “; ma mi è stato segnalato che non sarà così!
Avremo comunque la possibilità di vederlo in futuro.
Ieri però ho visto che non sono il solo a pensarla così:
http://www.uominiliberi.eu/ottobre07/signori.htm

milena d ha detto..
il 22 Ottobre 2007 alle 16:04

Intanto nella decisione che dovranno prendere i vadesi e’ bene riflettano anche su questo

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/ambiente/navi-inquinamento/navi-inquinamento/navi-inquinamento.html

Le grandi navi contribuiscono moltissimo all’effetto serra, perche’ vengono fatte andare veloci e per via del combustibile impiegato. E ancor di piu’ inquinano in vicinanza dei porti.

Il tutto per movimentare spesso anche container vuoti o merci scarsamente utili.

Bisognerebbe ripensare, a livelli alti certamente, questo sviluppo basato sulla logistica, e chiedersi se il pianeta puo’ permetterselo.

Bruno Pirastu ha detto..
il 22 Ottobre 2007 alle 17:47

Continuo a leggere le notizie su questa piattaforma come se il problema fosse limitato a questa e non anche ai derivati. Si parla di 780 TIR movimentati ogni giorno , si parla di possibili aree di stokkaggio forse qui , forse la, si parla di collegarsi alla nuova autostrada per Predosa, si parla di tante cose come se ognuna fosse scollegata all’altra e non un Progetto Unico. A parte il fatto che passegiare a Savona , andare alla spiaggia e vedere un muro di cassoni non credo sia l’optimum per un tratto di costa che vede nel turismo il suo futuro , e non parlo del milione di crocieristi che nemmeno scendono a terra ma passano dai Bus alla nave, forse il problema prevarica la cittadina di Vado. L’impatto ambientale , non solo costiero , è oltremodo pesante anche perchè qui non si parla di porti distanti dalle città ma di porti dentro le città. Come si diceva una volta Patti chiari amicizia lunga quindi si valuti anche il come smaltire quella miriade di cassoni e il tutto compatibilmente con una situazione di collegamenti sia stradali ( ahi ahi ) che ferroviari. Di cattedrali nel deserto o di problemi del giorno dopo ne abbiamo avuti già abbastanza e se si sbaglia qui non basterà dire ” Non ci avevamo pensato ” anche perchè non si tratta di un capannone che si puo demolire ma di interrare la rada di Vado.

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