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Articolo n° 16689 del 19 Ottobre 2007 delle ore 17:51

Regione, sanità: al via piano di riduzione delle liste d’attesa

[thumb:403:r]Regione. Tac, Risonanza magnetica, ecografie e ecodoppler oltre a visita oculistica, visita cardiologica e visita ortopedica. Sono queste le prime prestazioni individuate dalla Giunta regionale ligure per le quali le Aziende sanitarie e ospedaliere dovranno fornire risposte concrete ai cittadini per abbattere le liste di attesa. Resta invece in 3 giorni la risposta che va data per le richieste urgenti. Lo dice il piano regionale di abbattimento dei tempi di attesa approvato oggi dalla Giunta regionale per le prestazioni sanitarie maggiormente critiche. Dal 22 novembre le aziende sanitarie e ospedaliere avranno 120 giorni di tempo per garantire le prestazioni in 30 e 45 giorni in ogni area territoriale delle ASL. Questo significa che bisognerà offrire risposte in 30 giorni ai cittadini che devono effettuare una risonanza magnetica, una Tac e una prima visita ortopedica, oculistica e cardiologica e in 45 giorni per le ecografie e l’ecocolordoppler. Il piano prevede inoltre il divieto assoluto di chiusura delle agende per quanto riguarda la prenotazione delle visite specialistiche e per la diagnostica, per una ragione di trasparenza e controllo del sistema. In caso contrario è prevista una sanzione per i direttori generali e i direttori sanitari da 1.000 a 6.000 euro. Inoltre la Giunta ha stabilito la separazione tra primi accessi e visite di controllo, prevedendo due agende distinte e la presa in carico del paziente da parte della struttura di controllo che dovrà prenotare le successive visite.
Il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dei tempi di attesa come previsto dal piano regionale costituirà oggetto di valutazione per la riconferma o meno dei direttori generali delle aziende. “Questo piano – spiega l’assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo – vuole offrire una riorganizzazione complessiva del settore, per ridurre e mantenere costanti i tempi di attesa, riorganizzando la domanda a partire da un primo gruppo di esami e poi estendendolo progressivamente a tutte le prestazioni”. Tutti gli esami individuati dovranno essere prenotati attraverso il CUP, il Centro unico di prenotazioni, sia per quanto riguarda gli esami diagnostici offerti da strutture pubbliche, sia da strutture convenzionate. In caso di prestazioni inserite in un iter diagnostico-terapeutico o necessarie per interventi chirurgici sarà responsabilità della struttura che ha in carico il paziente la corretta organizzazione del suo percorso. “Per mettere in pratica quanto prescritto dal piano adottato oggi – chiarisce Montaldo – prevediamo il pieno impiego delle nostre tecnologie, finalizzato al miglior utilizzo delle nostre apparecchiature, anche attraverso l’impiego del personale con prestazioni aggiuntive che saranno pagate secondo le modalità contrattuali”. Per evitare inoltre appuntamenti deserti il Centro unico di prenotazione si farà carico di effettuare, 48 ore prima della visita diagnostica, una telefonata al cittadino, nei casi a più alto rischio di dimenticanza, in lista per periodi superiori a 30 giorni. Il costo dell’attuale piano ammonta a 1 milione 700mila euro per i 120 giorni di attività straordinaria prevista per riallineare i tempi di attesa. Inoltre le persone che sono già in attesa di esami o visite saranno contattate direttamente dal CUP e verrà loro offerta la possibilità di anticipare la prenotazione. “Invito comunque i cittadini – conclude l’assessore regionale alla Salute – ad attendere la chiamata che avverrà secondo l’ordine cronologica di richiesta”.


» Felix Lammardo

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