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Articolo n° 16815 del 23 Ottobre 2007 delle ore 15:40

Alimentazione scolastica: la Liguria tra le regioni più care

Regione. La Liguria si attesta al secondo posto come regione più cara in quanto ad alimentazione scolastica. Lo sostiene un rilevamento di Cittadinanzattiva reso noto alla presentazione di “Scuola dei sapori” alla Fiera di Genova dal 29 al 31 ottobre. In Liguria le famiglie, secondo Cittadinanzattiva, spendono infatti in media 910 euro all’anno. Seconde, dopo quelle dell’Emilia Romagna (mille euro circa), a fronte di un minimo in Calabria di 478 euro all’anno. Secondo altri dati, forniti da Biobank, l’Emilia Romagna risulta fornire cibi bio in ben 133 mense a fronte di 658 mense con cibi biologici a livello nazionale, mentre la Liguria non risulta tra le regioni bio-mensa. “Non so quali sono i parametri per calcolare queste rilevazioni – ha detto la dirigente ristorazione scolastica del Comune di Genova, Amina Ciampella – quel che è certo è che il Comune di Genova ha introdotto alcuni alimenti biologici”. Il Salone che lancia anche un Osservatorio nazionale sull’alimentazione, è dunque l’occasione per riflettere sul fenomeno mense scolastiche che riguarda sempre più cittadini: nelle scuole italiane vengono serviti più di 3 milioni di pasti al giorno. I costi per le famiglie vanno da 480 euro circa a 1100 circa per la scuola dell’infanzia e per quelle elementari. Gli sprechi (fonte Risteco) rappresentano nella ristorazione scolastica il 33 per cento (per oltre la metà rappresentanti dai secondi piatti). Secondo Biobank, il consumo di cibi biologici nelle mense è sestuplicato: erano 110 le mense che usavano il bio nel ’99, sono ora 658 (dati 2006). ”Sono alcuni dati sui quali fare un gruppo di lavoro con gli altri Comuni – ha aggiunto Ciampella -, anche se nello specifico, ad esempio sugli sprechi, sono un po’ scettica”. Alla “Scuola dei sapori” ci sarà una sessione su quattro scuole medie dove si sperimenteranno cibi preparati in diverso modo. Un’altra novità sarà l’Osservatorio nazionale sulla ristorazione scolastica che coinvolgerà enti locali, imprese e associazioni per raccogliere dati, stabilire indicatori e indagare sul consumismo giovanile o le loro scelte alimentari.


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