Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 16806 del 23 Ottobre 2007 delle ore 11:56

Mostre: l’iconografia di Van Dyck da Ortovero a Montecarlo

Montecarlo. Dal 30 ottobre al 17 novembre, la Maison de l’Amerique Latine de Monaco, con il patrocinio del Principe Alberto II di Monaco, in collaborazione con la Galleria d’arte Ristori di Albenga, presenta “L’iconografia di Antoon Van Dyck”. La mostra metterà in esposizione cinquanta incisioni in acqueforti, provenienti dall’esemplare collezione Verdussen, appartenuti al Museo di Stoccarda. Fra le varie iconografie esibite, ci saranno l’autoritratto di Van Dyck, il ritratto della sposa dell’artista, quello del pittore Rubens e di tanti personaggi illustri dell’epoca, principi, magnati e prelati. Le opere di Van Dyck erano già state, in parte, protagoniste, ad agosto, di un’importante mostra ad Ortovero, nel Centro Enologico, che, per l’occasione, ospitò trenta incisioni dell’artista e che riscosse molto successo. Ortovero, quindi, ha avuto l’onore di rappresentare una tappa di questa esposizione, che ora si svolgerà nella cittadina monegasca.
Van Dyck, nato ad Anversa nel 1599, è stato un pittore barocco, soprattutto ritrattista, che ha avuto una grande influenza in Inghilterra e, in seguito, è stato considerato come il creatore della Scuola inglese di pittura. Inoltre è considerato il creatore delle incisioni in acqueforti.
Realizzò, su commissione per i fratelli Verdussen, circa centoventiquattro acqueforti eseguite tramite la tecnica calcografica: corrodendo una lastra di metallo con un acido, l’artista ha ottenuto le immagini da trasporre su un supporto cartaceo per mezzo di colori. L’intera collezione è iniziata nel 1626 e, per la prima volta nella storia dell’arte, questa tecnica è stata utilizzata anche per i ritratti, rifiniti poi con il bulino, un sottile scalpello con punta in acciaio, utilizzato appositamente per particolari incisioni.
Sandro Ristori, proprietario della Galleria d’arte di Albenga, ha collaborato già in passato con la Maison de l’Amerique Latine de Monaco per la realizzazione delle mostre di Picasso, Fernand Leger e di Goya.


» Felix Lammardo

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli