Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 16870 del 24 Ottobre 2007 delle ore 15:39

Sentenza Cotta, tre condanne: soddisfazione della Caritas savonese

[thumb:3355:r]Savona. Due anni, sette mesi e dieci giorni di reclusione e 850 euro di multa al diacono Attilio Cotta. Due anni, undici mesi e venti giorni di reclusione e 2050 euro di multa a Sandro Cotta, figlio di Attilio. Due anni e dieci mesi di reclusione e 1800 euro di multa a Sandro Reggio. Sono le pene comminate dal tribunale di Savona (ed interamente condonate per avvenuta prescrizione dei reati), a conclusione del primo atto giudiziario relativo agli illeciti commessi dal diacono Attilio Cotta in merito ad alcuni conti della diocesi di Savona-Noli da lui amministrati.
Il tribunale ha inoltre condannato (rimettendo le parti al competente giudice civile) i due Cotta e Sandro Reggio alla liquidazione del danno a favore della diocesi di Savona-Noli (167.836 euro complessivi), della Fondazione Caritas (42.164 euro complessivi) e della Colonia alpina “padre Cocchi” (108.652 euro complessivi). La somma, originariamente più rilevante, non tiene conto delle appropriazioni indebite relative al periodo precedente al febbraio 2000, poiché cadute in prescrizione. La pena, per i fatti non interessati dalla prescrizione, è stata comunque condonata per effetto dell’indulto. Di seguito una nota di commento del direttore della Caritas diocesana, don Adolfo Macchioli, e del presidente della Fondazione “Comunitàservizi” (ex Fondazione Caritas) Maurizio Raineri.
I fatti risalgono al periodo in cui il Cotta era presidente della Colonia alpina “Padre Cocchi”, direttore della Caritas diocesana, delegato regionale Caritas e presidente della Fondazione Caritas di Savona. A cavallo tra il 2000 e il 2001 furono proprio gli operatori della Caritas e della Fondazione a far presente al vescovo la gestione irregolare dell’ex-direttore. La diocesi di Savona-Noli si costituì parte civile e denunciò il fatto alla magistratura: le prime indagini della Guardia di Finanza, poi confermate dalla perizia del tribunale, confermarono gli ammanchi dai conti della Caritas e fecero emergere la voragine creata nei conti della Colonia alpina “Padre Cocchi”. Dalla perizia richiesta dal pm Scolastico sono emersi i seguenti ammanchi: Colonia alpina “Padre Cocchi” di Garessio euro 358.341,22, Caritas diocesana euro 106.833,12, delegazione regionale Caritas Liguria euro 76.270,35, Fondazione Caritas euro 33.724,33. Il grosso degli ammanchi viene registrato nelle strutture diocesane (Colonia alpina) sulle quali non esistevano organismi di controllo: negli altri casi il denaro veniva fatto uscire in modo da eludere il controllo dei revisori, tentativo poi non del tutto riuscito. La diocesi, nella persona dell’allora vescovo Dante Lafranconi, si impegnò immediatamente a coprire gli ammanchi che erano destinati a progetti per i poveri.
“Il prezzo pagato dagli enti amministrati da Cotta risulta però di gran lunga superiore alle cifre sottratte: la Caritas diocesana è quella che ha subito il maggior danno d’immagine dovendo riconquistare la fiducia tra gli offerenti, nello sforzo di non far pesare ulteriormente la vicenda sulle persone più deboli – sottolineano dalla Caritas diocesana – La scelta di voler uscire allo scoperto e di voler procedere per via giudiziale nei confronti del Cotta, pur nel rischio di andare incontro a ulteriori difficoltà e incomprensioni, è anche il segno evidente della responsabilità, trasparenza e fiducia nella giustizia da parte degli operatori della Caritas e dei responsabili della diocesi, a tutela dei soggetti più deboli”. La Caritas e la Fondazione “Comunitàservizi” esprimono soddisfazione per il dispositivo della sentenza, che ha riconosciuto i reati contestati, sebbene la pena sia stata condonata.


» Felix Lammardo

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli