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Articolo n° 16922 del 25 Ottobre 2007 delle ore 15:11

Alassio, dehors sequestrati: vertice di maggioranza

[thumb:4484:r]Alassio. Continua il braccio di ferro tra il Comune di Alassio e la Procura della Repubblica di Savona, dopo il blitz della polizia provinciale che nella giornata di ieri ha portato al sequestro di 12 perimetri all’aperto destinati ai dehors dei più noti locali ed esercizi pubblici del lido alassino, occupati da sedie e tavolini.
Le dodici strutture di ristoranti ed alberghi sono state sequestrate, si legge nel provvedimento, perché le concessioni edilizie su area demaniale rilasciate sulla base di condono edilizio del 1985 sarebbero illegittime. I titolari tuttavia sostengono di essere in regola grazie ai condoni. E dopo l’attacco del sindaco Marco Melgrati al gip del Tribunale di Savona Donatella Aschero, il primo cittadino alassino ha convocato un vertice di tutti i partiti della CdL che sostengono la maggioranza consiliare. “I segretari dei partiti, preoccupati per le ripercussioni economiche e per il danno all’immagine turistica della città, sono intervenuti sui competenti organi comunali affinché la questione venga affrontata e risolta entro il più breve tempo possibile nell’ottica di limitare al massimo il periodo di chiusura dei locali pubblici nell’imminenza del ponte di Ognissanti, il tutto anche a tutela delle famiglie dei dipendenti di questi locali che guardano con preoccupazione allo svolgere della complicata vicenda”, sottolinea una nota dell’amministrazione comunale alassina.
“Tutti questi dehors hanno le concessioni edilizie rilasciate in sanatoria da condono o in fase di rilascio perché è intervenuta la normativa su danno ambientale e solo da poco gli uffici comunali hanno determinato le condizioni del danno ambientale. Altro presupposto palesemente errato su cui si basa il provvedimento di sequestro è la mancanza di autorizzazione demaniale. Tutti questi manufatti sono in possesso di autorizzazione demaniale rilasciate in allora non dal Comune di Alassio che non era competente, ma dalla Capitaneria di Porto che ne aveva la piena titolarità”, ha dichiarato ieri il sindaco Melgrati, che ha chiesto di essere ascoltato in prima persona dal Tribunale del Riesame e dalla Procura savonese.


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