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Articolo n° 17077 del 30 Ottobre 2007 delle ore 09:09

Consumi energetici e conti giusti

Siamo in tanti ad aver a cuore il problema dell’inquinamento, non sempre siamo concordi con i provvedimenti che altri sono in qualche modo costretti a prendere.
I blog hanno un po’ l’effetto di quei brainstorming aziendali in cui uscivano le proposte piu’ bizzarre ma talvolta anche efficienti… butto la mia. Oggi mi trovo a Milano, riscaldamento centralizzato, nonostante l’inquinamento (non vedo l’ora di tornarmene a Savona) devo tenere la finestra aperta per il troppo caldo; poi quando in assemblea condominiale si tenta di “sistemare l’anomalia” la cosa risulta impossibile; dateci un aiuto… dalle amministrazioni pubbliche, mettete a disposizione i dati… un file leggibile da chiunque che: in perfetta trasparenza ci dice che alla nostra caldaia (centralizzata) cui fanno riferimento tot appartamenti per un totale di tot metri cubi… in base ad un calcolo fatto dall’istituzione in base alla situazione climatica passata per riscaldare efficacemente quella cubatura si sarebbe dovuto consumare tot combustibile per una spesa di tot euro.
Guardando il resoconto dell’amministratore ogni persona potrebbe comprendere se la cifra che sta pagando e’ giusta.
I consumi energetici delle varie caldaie sono disponibili e raffrontati al calcolo del consumo “giusto” ci potrebbe portare a capire e dichiarare quante tonnellate di inquinante in piu’ rispetto al necessario stiamo buttando in atmosfera.
Ma… vi e’ forse un deprecabile “conflitto di interesse” che impedisce la salvaguardia dell’ambiente e della nostra salute: sono le accise sui combustibili che “forse” rimpinguano troppo le casse delle amministrazioni locali.
Sarebbe auspicabile evitare questi rischi … evitando tutte le possibilita’ di aumentare i propri incassi “operando in modo inefficace”.

lui la plume


» Redazione

2 commenti a “Consumi energetici e conti giusti”
lui la plume ha detto..
il 30 Ottobre 2007 alle 21:21

Che bello la mia idea e’ stata pubblicata.

E’ passato un po’ di tempo ed ora ho i dati relativi alla mia casa:

eccoli (siamo nel campo della fantasia … ma non troppo):

– oggi il condominio ha speso in combustibile 87.000 euro;

– i dati che mi vengono forniti relativi ad una casa “perfettamente coibentata” ed un impianto “perfetto” prevede un costo in combustibile di 43.000 euro;

– i dati che mi vengono forniti relativi alla situazione reale delle case vicine e simili riportati alla mia realta’ vanno da un minimo di 62.000 euro ad un massimo di 94.000 euro con una media di 70.000 euro.

Con questi dati in assemblea si puo’ programmare una “messa a punto del palazzo”.

L’amministratore ci sta’ presentando un preventivo di spesa per rendere la nostra casa “ecologica” … pare siano necessari 180.000 euro

con la possibilita’ di fruire di recuperi fiscali che portano la spesa effettiva a 105.000 euro,

ci dice che la banca puo’ anticipare i soldi che possiamo restituire in sei anni con una parte del risparmio sul combustibile,

non siamo certi di scendere a 43.000 ma puntiamo ai 53.000 (con un risparmio annuo di 35.000 euro)

Che facciamo ….. vogliamo approvare?

Cosi …… inquiniamo di meno.

lui la plume ha detto..
il 5 Novembre 2007 alle 14:32

Ultimo atto:

Alla riunione condominiale il progetto non viene approvato.

Quali sono i motivi:

– innanzitutto la legge che impone un orario di accensione della caldaia condominiale rende difficile ogni tentativo di modifica, era nata al tempo della guerra dei sei giorni per far fronte ad un problema di approvigionamenti, poi e’ rimasta li’ come tanti provvedimenti assurdi che non riescono a morire;

– chi esce di casa la mattina presto e rientra la sera tardi spera che un po’ di caldo resti in casa e si guarda bene dall’abbassare i termosifoni quando non servono, tanto li deve pagare lo stesso;

– chi e’ in casa tutto il giorno se ha caldo apre le finestre ma si guarda bene dall’abbassare i termosifoni quando non servono, tanto li deve pagare lo stesso;

– chi ha sempre freddo e’ il piu’ vivace nel cercare di ottenere piu’ calore tanto quel calore in eccesso lo pagheranno gli altri;

Ora, senza entrare in polemica con leggi incomprensibili, bisognerebbe dar la possibilita’ a chi desidera attivarsi per rendere “risparmioso” il suo appartamento di poter pagare poi “a consumo”.

Una proposta per sbloccare la situazione:

Tizio provvede a portare il suo appartamento a consumi bassi, installa a sue spese un contabilizzatore della situazione e poi paga regolarmente le rate condominiali con l’evidenziazione del costo del riscaldamento a suo carico;

se l’importo pagato si discosta da quanto l’organo preposto ai controlli sulla gestione degli impianti di riscaldamento ritiene giusto porta le “pezze giustificative” e chiede a quest’organo il rimborso di quanto pagato in piu’;

chi deve controllare il tutto …. attivandosi sulla gestione “criticata” potrebbe far rientrare il problema:

forse il condominio rendera’ lecito il “pagamento a consumo” caricando sui riottosi i maggiori costi di una cattiva gestione;

forse il condominio preferira’ attivarsi per rendere piu’ ecologica la casa;

forse preferira’ pagare sistematicamente una multa che coprira’ i rimborsi a chi ha ben operato.

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