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Articolo n° 17430 del 08 Novembre 2007 delle ore 16:10

Alassio, “frode carosello” nel settore auto: fatture false per 47 milioni di euro

[image:2789:r:s=1]Alassio. Si chiamano “frodi carosello” e si basano sul ricorso a società utilizzate per acquistare e rivendere merce solo cartolarmente, dissimulando l’effettiva transazione commerciale che avviene tra due soggetti realmente operanti, con l’unico scopo di evadere l’imposta sul valore aggiunto. Proprio nell’ambito di un’operazione di contrasto a questo genere di frodi fiscali, la guardia di finanza di Alassio ha concluso nei giorni scorsi una complessa indagine nei confronti di una società operante nel settore del commercio di autoveicoli, rilevando l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per circa 47 milioni di euro e un’evasione all’Iva per 9,5 milioni di euro.
L’azione ispettiva delle fiamme gialle di Alassio ha permesso di individuare la società che ha emesso fatture false ad altri imprenditori del settore auto (Mercedes – Porsche – Audi – BMW – Smart) consentendo a questi ultimi di immettere in commercio autovetture a prezzi di assoluta convenienza, con effetti distorsivi sul mercato, a discapito soprattutto degli operatori in regime di concessione con le case madri. L’espediente fraudolento permetteva di non ottemperare agli obblighi di versamento del tributo, garantendo sia un elevato risparmio di imposta che la possibilità di immettere sul mercato prodotti ad un presso fortemente concorrenziale, applicando solitamente uno sconto pari all’Iva evasa.
L’attività illecita ha interessato rivenditori auto delle province di Milano, Udine e Benevento. L’amministratore della società sottoposta a controllo, M.R., 49 anni, dovrà rispondere anche del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, che prevede la pena della reclusione fino a sei anni.
L’operazione dei finanzieri di Alassio è parallela ad un’altra inchiesta sulle frodi all’Iva, condotta dalle fiamme gialle di Cuneo, culminata nell’arresto di sei persone impegnate nella compravendita di lussuose automobili di grossa cilindrata. Tra gli arrestati anche un ventisettene residente a Carcare, A.T., figlio del cinquantaseienne G.T., presunto capo dell’organizzazione, che secondo l’accusa smerciava illegalmente le vetture nelle province di Cuneo, Torino, Milano, Savona, Como e Varese.


» Felix Lammardo

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