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Articolo n° 17407 del 08 Novembre 2007 delle ore 09:59

Regione, estrema sinistra: “non voteremo nessuna proposta diversa da quelle concordate”

[thumb:1687:r]Regione. Si acuisce la crisi politica nella maggioranza di centrosinistra che governa la Regione Liguria. Dopo circa un’ ora di riunione per la verifica politica tra i capigruppo e i segretari politici dei partiti della maggioranza la sinistra ha abbandonato il tavolo. “I nodi politici restano irrisolti – ha detto il segretario regionale di Rifondazione Comunista Giacomo Conti – .La situazione resta sospesa perché non sono state affrontate le questioni che abbiamo posto”. I volti tesi di Conti, Marco Nesci (Prc) e Tirreno Bianchi (Pdci) indicano che un’intesa è davvero lontana. “Abbiamo registrato – ha detto Conti – una risposta insufficiente degli esponenti del Partito Democratico”. La prima conseguenza, hanno annunciato i rappresentanti della sinistra, è che a partire da domani “non voteremo nessuna proposta diversa da quelle concordate”. Alla verifica, iniziata intorno alle 16.30, presso la sede della Regione Liguria, in Piazza De Ferrari, hanno partecipato tra gli altri il presidente della giunta regionale Claudio Burlando, il segretario regionale del Partito Democratico Mario Tullo, il capogruppo regionale Gustavino, il segretario genovese di Unione a Sinistra Sassano, e il consigliere regionale dei Verdi Carlo Vasconi.
Gli esponenti del Partito Democratico, dell’Udeur e dei Verdi sono rimasti a discutere dopo l’abbandono del tavolo da parte della sinistra per trovare una soluzione alla questione posta dai dissidenti. Sono stati anche fatti alcuni tentativi per riallacciare il rapporto già in serata. A fare alzare dal tavolo i quattro esponenti di Prc, Pdci e Us presenti sarebbe stata la posizione di chiusura del capogruppo regionale dell’Ulivo, Claudio Gustavino: “a un certo punto ha detto che il problema del Pd non esiste” ha riferito uno dei partecipanti. Da tempo la sinistra pone al resto della maggioranza un problema sia di merito che di metodo: “il Pd è autoreferenziale e la sua politica si discosta sempre più dal programma elettorale dell’unione è questo non possiamo accettarlo” ha ribadito anche stamani il segretario regionale del Prc Giacomo Conti. “Oggi non c’era sul tavolo un problema specifico di una legge – ha rimarcato Tirreno Bianchi – ma quello di un modo di agire che lascia fuori dalle decisioni gli alleati”. La sinistra può contare in Consiglio su sei voti (oltre che sugli assessori Franco Zunino del Prc e Giovanni Vesco del Pdci), su un totale di 24 voti della maggioranza, dove acquisterebbero peso i voti dei due consiglieri Verdi, dell’ Udeur, del gruppo Misto.


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