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Articolo n° 17490 del 10 Novembre 2007 delle ore 11:10

Aree ex Metalmetron, Rifondazione: “Una scelta miope che non rilancerà l’economia savonese”

[thumb:4031:r]Savona. “Non voglio entrare nella polemica ‘alimentari sì, alimentari no’ ma è indubbio che quello che abbiamo è un nuovo progetto e che quindi il Consiglio comunale deve tornare ad esprimersi”, dichiara asciutto il segretario provinciale Rifondazione Comunista Marco Ravera intervenendo sul “caso ex Metalmetron” e sulle varianti apportate al progetto originario dalla New Co. che hanno aperto la strada alla possibilità di includere nel nuovo plesso commerciale anche un grosso centro alimentari, probabilmente un insediamento Conad, sollevando in particolare in queste ultime settimane molte reazioni di forte preoccupazione da parte del presidente della Confesercenti Savona Franco Zino e del coordinatore provinciale della Legacoop Gianluigi Granero i quali hanno fatto pressione sul sindaco Berruti per bloccare questa eventualità, chiedendo anche’essi che venga riaperta in Consiglio la discussione sul progetto.
D’altra parte la critica mossa da Rifondazione Comunista, la quale a suo tempo si era opposta alla trasformazione dell’ex fabbrica Metalmetron in un’area prevalentemente commerciale, assume un carattere negativo più generale: “Sarebbe stato importante, partendo proprio dall’utilizzo di quelle aree, trovare soluzioni compatibili con la città per realizzare opportunità lavorative stabili e dignitose – argomenta infatti da parte sua il segretario del PRC –; sarebbe stato necessario sviluppare e incentivare la presenza sul nostro territorio di strutture produttive fondate sulle frontiere più avanzate dell’innovazione tecnologica e invece avremo nuovamente dei grandi magazzini. Una scelta miope – conclude netto Ravera – che non sarà certo in grado di rilanciare l’economia savonese, né tanto meno sarà in grado di fornire lavoro stabile e qualificato”.


» Fabrizio Pinna

43 commenti a “Aree ex Metalmetron, Rifondazione: “Una scelta miope che non rilancerà l’economia savonese””
Daniele Pucarelli ha detto..
il 10 Novembre 2007 alle 14:15

A causa delle scelte effettuate dalle amministrazioni comunali nell’ultimo decennio, un intera generazione, ovvero la mia, si troverà costretta ad emigrare da Savona per poter trovare lavoro.
Nuovi alloggi di lusso e nuovi centri commerciali non sono una risposta adeguata per le esigenze occupazionali di una città.
Come è risaputo, il cemento a Savona ha purtroppo ormai vinto la sua battaglia contro lo sviluppo e l’occupazione e gli interessi di pochi stanno prevalendo nettamente su quelli della cittadinanza intera…

Daniele Pucarelli – Consigliere III Circoscrizione – Gruppo “A Sinistra per Savona”

Hopper ha detto..
il 11 Novembre 2007 alle 12:56

Gradirei che chi parla di ” scelta miope ” o chi commenta che queste scelte siano ” inadeguate per le esigenze occupazionali della città ” fosse meno fumoso . Quali sarebbero le ” opportunità lavorative stabili e dignitose ” secondo costoro? Ci spieghino quali sarebbero ” le strutture produttive fondate sulle frontiere più avanzate dell’innovazione ” , e se a loro risulta che qualche imprenditore sarebbe disponibile ad investire in questi settori produttivi ma gli viene negato . Infine una curiosità : perché mai lavorare nel settore commerciale non é una ” opportunità lavorativa stabile e dignitosa ” ?
Concretamente ci spieghino come si dovrebbe intervenire , ma nel farlo non si facciano accecare dalle loro convinzioni politiche , ma siano pratici e realistici .
Hopper

lui la plume ha detto..
il 11 Novembre 2007 alle 23:05

Dopo la morte di mia suocera ho lasciato la casa dove abitavo ad una mia figlia (alla ricerca di una sistemazione) e ci siamo spostati nella casa ora libera:

un mortuorio … poi l’apertura di un centro commerciale ha mutato la vita della zona, ora magari si rimpiange un po’ i bei tempi passati.

Sempre in zona ora si e’ aperto un altro centro commerciale, solo per il negosio piu’ grosso sono saltati fuori 450 posti di lavoro (senza contare la gente che ha lavorato in precedenza per costruirlo).

Basta poi entrare anche la domenica in centri come l’Ikea per fare code lunghissime per mangiare qualcosa al ristorantello che viene gestito con le specialita’ svedesi.

Ormai a causa della ottusa gestione degli spazi pubblici messa in atto da ammibistratori che operano solo a non risolvere i problemi del traffico (o meglio della sosta) per incassare … magari offrendo dei posti auto gratuiti ai residenti (… pardon ai votanti) se vogliamo andare a mangiare al ristorante dobbiamo cercarlo vicino a casa o con un parcheggio privato ma dobbiamo scordarci di andare in quei ristorantelli frequentati in gioventu’ (magari con ci sono piu’).

E allora ben vengano i centri commerciali, facciamoli grandi e che siano in concorrenza fra di loro altrimenti la qualita’ ne risente (visggio spesso e …. da qualche tempo faccio la spesa a Ovada … prima di rientrare il Liguria dove opera solo … una azienda che lavora meglio la’ dove la concorrenza esiste.

lui la plume ha detto..
il 12 Novembre 2007 alle 11:10

Nel digitare qualche risposta al buio capita di battere un tasto sbagliato, poi rileggendo quanto scritto ci si accorge “troppo tardi” dell’errore commesso.

Per una forma di rispetto verso chi poi avra’ la pazienza di leggere sarebbe opportuno poter fruire di una “anteprima” o meglio della possibilita’ di poter correggere quanto scritto in predcedenza.

Redazione ha detto..
il 12 Novembre 2007 alle 12:25

Abbiamo attivato la funzione “anteprima”

Grazie del suggerimento
La redazione

Daniele Pucarelli ha detto..
il 12 Novembre 2007 alle 12:31

Voglio sfatare alcuni luoghi comuni.
Un altro centro commerciale non sarà sicuramente un toccasana per la concorrenza: è infatti risaputo che il nuovo supermercato sarà molto probabilmente della catena Conad, notoriamente “vicina” alla Coop, confermando il cartello delle cooperative che regna in Liguria.
Non si può inoltre affermare che la grande distribuzione crei lavoro stabile: forse non sapete che la maggioranza dei dipendenti delle più note catene di grande distribuzione (e qui la Coop insegna) sono assunti con contratti a termine, part-time e con durate del tutto esigue, i quali non sempre vengono rinnovati (e questo me lo chiamereste stabile impiego…?)
La costruzione di un altro centro commerciale in una città piccola come Savona infierirà l’ennesimo duro colpo ai commercianti della città, impoverendo ancora una volta il centro della città. Savona sta purtroppo muovendosi verso una desertificazione del proprio centro storico. Tale processo è già avventuto in altre città che vantano sì enormi cineplex e centri commerciali ma che hanno centri storici che paiono letteralmente disabitati…

gatto randagio ha detto..
il 12 Novembre 2007 alle 13:49

Purtroppo a Savona esiste come nel resto dell’Italia il problema del lavoro stabile, questa mi sembra l’ennesima operazione da furbetti del quartierino politico-economico del magna magna che si nasconde dietro i grossi potentati politico-affaristici italiani che creano sfaceli come quello in cui la città è scivolata ormai da molti anni. Ci ritroveremo un centro storico come quello di Genova e una periferia sempre più caotica, mentre i potenti se la rideranno arricchiti e ingrassati.
Se il segretario provinciale di Rifondazione è davvero preoccupato da quanto accade dica le cose come stanno (credo che lui che si muove nei meandri della politica le possa conoscere bene…) e per coerenza il suo partito esca dalla maggioranza e dalla giunta che guidano il comune di Savona. Sarebbe, questo si, un atto di vera presa di posizione politica e non l’ennesimo discorso affine a se stesso per incantare gli elettori sempre più spaesati. O forse le poltrone alla fine peseranno più del bene dei cittadini come al solito?… Rifondazione dimostri coerenza e concretezza.

diegogambaretto ha detto..
il 12 Novembre 2007 alle 14:43

Vorrei fare un’analisi costi benefici sull’apertura di un nuovo supermercato:
Conad, cooperativa rossa , non farà abbassare i prezzi poichè non farà concorrenza alla Coop,sua “sorella”
Ulteriore danno per i commercianti savonesi causa concorrenza sleale (le cooperative pagano circa il 50% di quello che pagherebbe di imposte un altro commerciante)
Il personale viene assunto part-time e con contratti a breve termine
Molti dipendenti di commercianti verranno licenziati poichè non riusciranno più ad “andare avanti”
I benefici?
Soldi alle cooperative che con il loro intreccio con la politica possono finanziare in diversi modi persone “simpatiche” a loro

SE SI DEVONO APRIRE NUOVI SUPERMERCATI LO SI FACCIA PER AUMENTARE LA CONCORRENZA E DIMINUIRE I PREZZI. LA LIBERTA’ ECONOMICA E’ IMPORTANTISSIMA MA IN ALCUNE ZONE VIENE MENO.CI SONO TANTISSIME CATENE CHE VORREBBERO FARE CONCORRENZA MA TROVANO MOOOOLTE DIFFICOLTA’

Diego Gambaretto
Coord. Forza Italia Albisola Superiore

gatto randagio ha detto..
il 12 Novembre 2007 alle 15:07

Sono pienamente d’accordo con l’analisi fatta dal sig. Gambaretto. Ravera e Rifondazione sono a conoscenza dell’intreccio politica-affari e della questione delle tanto famose COOPERATIVE ROSSE?

Simone Anselmo ha detto..
il 12 Novembre 2007 alle 18:16

credo che il tema meriti un analisi storica.
Quando la società metalmetron fallì furono lasciati a casa definitivamente 101 lavoratori, essi sarebbero potuti essere assunti tutti da Carrefour che avrebbe voluto costruire li un centro commerciale.
Il centro sinistra (Pds) si oppose in quanto doveva garantire il monopolio all’ Ipercoop che si stava costruendo il suo grosso centro commerciale.
Gli unici che votarono a favore erano tre eponenti di centro destra ( tra cui ricordo Ghione) e gli esponenti di Rifondazione Comunista.
Rifondazione voto contro in quanto si doveva garantire i posti di lavoro di quelle persone. L’ ipercoop ne assunse solo una QUARANTINA e gli altri rimasero a spasso.
Rifondazione in seguito poi sostenne che quelle aree sarebbe stato più giusto impiegarle per attività produttive.
Ora mi stupisce la posizione assunta dal PRC in quanto contraddice la posizione espressa in precedenza, infatti ormai quelle aree non posso essere più considerate produttive allora tanto vale far costuire questo centro commeciale che seppur non stabili(ma questo è colpa del governo che nulla fà per cambiare il precariato anzi conserva pure la legge 30) farà nascere nuovi posti di lavoro. Ricordo visto la mia esperienza lavorativa che sicuramente il Coop i lavoratori sono meno sfruttati che in altri supermercati dove succede che un responsabile di reparto abbia ancora il contratto d’ apprendista. Inoltre in Coop la percentuale di lavoratori fissi è sicuramente più elevata rispetto alla concorenza.
La storia sulle coop rosse è vecchia cerchiamo di non tirarla fuori ogni volta asproposito infatti la Coop è contraria al centro commerciale Conad nelle aree metalmetron.
Il mio sospetto invece è che alcune posizioni su fatto del supermercato vengano prese per favorire magari confesercenti che aveva numerosi interessi, del tutto leciti, su quella area.

lui la plume ha detto..
il 12 Novembre 2007 alle 18:38

Cerchiamo di capirci:

di Cooperative ne esistono diverse, sono aziende che lavorano generalmente bene anche se non si capisce bene per quale motivo in Ligura debbano avera prezzi piu’ alti che non in Lombardia.

Qui devono aprire esercizi di altre catene, esercizi che offrano “qualita”.

Personalmente visto che siamo vicini alla Francia suggerirei Auchan che ha una lunga tradizione di qualita’ (e forse non entra in concorrenza diretta con quelle aziende che “forse” si desidera proteggere in modo eccessivo favorendone la decadenza).

Cio che manca in queste aziende “protette” e’ la qualita’ del prodotto che vende.

Ovviamente per i prodotti di marca il problema si pone poco ma su quelli a marchio aziendale dove si nota pesantemente il vantaggio economico per il compratore

e’ la qualita’ che manca, si va’ dalle zucchine amare (come facciano ad ottenerle non si comprende) ai biscotti immangiabili. ….. prodotti similari si comprano al discount ad un prezzo inferiore ma con migliore qualita’.

Con il tempo si finisce con l’evitare tali prodotti alimentari (e la convenienza diminuisce).
Se ci si rivolge agli elettrodomestici convenienti si scoprono aspirapolvere che durano un mese ed estemamente rumorosi (venduti questi con marchio differente ma che fanno capo alla stessa azienda) ….. alla fine ci si sente un po’ presi in giro da una cooperativa di cui siamo soci.

Certo se non esiste altro ci si torna lo stesso ma se “manca la concorrenza” e’ un brutto vivere.

Purtroppo i commercianti, i piccoli ed amati negozi sono fuori mercato non per i prezzi praticati ma per l’orario di apertura che li rende totalmente inadeguati ai tempi.

Non voglio essere cattivo ma quando si cerca di visitare una localita’ caratteristica si ha la pretesa di trovare sempre aperti i negozietti che vendono pacottiglia varia cosi’ come i bar e gli esercizi in grado di fornire del cibo.

Non e’ cosi’, si scopre che apriranno alle quattro o alle cinque e cio’ lascia perplessi, chiamati in causa questi negozianti si paragonano ad impiegati, pretendono le otto ore di apertura, …

Giuste rivendicazioni per carita’ mi chiedo solo per quale motivo abbiamo scelto una attivita’ apertamente in contrasto con le loro aspirazioni,

i clienti sono delle “carognette” in genere sono in attesa dell’apertura ed entrano di soppiatto poco prima della chiusura.

Sono questi i momenti in cui i clienti (che ovviamente si danno il cambio per “fregarVi” cari negozianti) vogliono acquistare.

Quando siete Voi ad attenderli si nascondono, sta alla Vostra voglia di “aver successo” adeguarsi a tali “assurde pretese” i centri commerciali si sono organizzati in tal senso, e sono aperti dalla mattina alla sera, anche il sabato e la domenica.

Sono questi gli esercenti al servizio della clientela, Voi che gestite “piccoli negozi” impossibilitati ad offrire il servizio richiesto avete liberamente scelto una attivita’ che piu’ si adatta alle Vostre aspirazioni, continuate cosi’ badando pero’ alla qualita’ altrimenti si’ che siete fuori mercato.

PS. quanto mi costano in estate quegli ottimi krapfen che vendono a Spotorno, il viaggio, la sosta, il tempo perso, costano si’ ma ne vale la pena.

gatto randagio ha detto..
il 12 Novembre 2007 alle 19:00

Consiglio a tutti di leggere il libro “Falce e carrello”, è scritto da un imprenditore ricco e spregiudicato che certamente mira prima di tutto ai suoi interessi, ma può aprirci gli occhi su tante cose. E poi siamo sicuri che in Italia la sinistra ci sia ancora? Se Rifondazione e Comunisti Italiani continuano a comportarsi così? Il PD come si comporterà in merito ai rapporti politica-affari? Savona nel suo piccolo è un po uno specchio della situazione italiana in generale, mentre si continuano a progettare rotonde e a favorire costruzioni faraoniche la gente comune fatica ad arrivare a fine mese. Ma ci restano le speranze delle promesse elettorali…

antonio gianetto ha detto..
il 13 Novembre 2007 alle 09:45

Tratto da lui la plume:
“” Cio che manca in queste aziende “protette” e’ la qualita’ del prodotto che vende “”.
Generalmente ci affidiamo al gusto, per determinare la qualità di un prodotto!
Qualcuno dei Nostri ricercatori, grazie ad un particolare microscopio, ha provato a controllare cosa ci sia, al loro interno, oltre a quanto dichiarato in etichetta:
http://www.beppegrillo.it/2005/12/ferramenta_ambu.html
Dobbiamo affidarci a quanto segnalato dal Blog di Beppe Grillo, per avere questo tipo di informazione.
Le fonti ufficiali, molto spesso, sopravvivono con i proventi della pubblicità.
Quindi devono tutelare gli interessi di chi li sostiene.

lui la plume ha detto..
il 13 Novembre 2007 alle 14:53

Carissimo Antonio

Hai ragione sono molto superficiale e troppo fiducioso.

Nel giudicare la qualita’ di un prodotto mi limito ad utilizzare i miei sensi ed il portafoglio, per il resto ho troppa fiducia “mal riposta” nelle istituzioni.

Per fortuna esistono da tanti anni delle voci critiche (striscia, grillo, ecc ecc) che relizzano quella funzione di stimolo ad operare con piu’ coscienza quanti sono direttamente preposti a farlo.

Il pericolo di queste voci critiche e’ se ci portano a non ragionare piu’ con la nostra testa ma seguendo le indicazioni (non sempre vere) di questi “volontari” che non dimentichiamo mai “fanno spettacolo” con queste denunzie (a scanso di equivoci li ringrazio pubblicamente per l’opera benemerita che svolgono).

Non dimentichiamo pero’ che sta’ sempre a noi dare il giusto peso a queste denunzie, giudichiamo di persona se le zucchine sono amare o dolci e se quei biscotti sono buoni o no’, se poi contengono piombo, titanio o zinco dovrebbe intervenire la polizia, magari tra una multa per sosta vietata e l’altra.

antonio gianetto ha detto..
il 13 Novembre 2007 alle 22:07

I ricercatori che avevano trovato questi elementi negli alimenti si chiamano Stefano Montanari e la moglie Antonietta Gatti.
Erano giunti a questi risultati grazie ad un microscopio elettronico a scansione, di una struttura pubblica.
Come ringraziamento gli hanno impedito di continuare ad usare il microscopio.
A Montanari restava soltanto una possibiltà, segnalare il fatto a Beppe Grillo, grazie a Lui e a tanti cittadini che lo hanno sostenuto, hanno potuto continuare i loro studi, con un nuovo microscopio, ancora più potente, fornito da una ditta olandese, e pagato con un generoso contributo di Grillo e da tantissimi sostenitori che hanno contribuito a raggiungere la somma per pagarlo, con delle collette.

Simone Anselmo ha detto..
il 13 Novembre 2007 alle 22:58

Chiariamo una cosa, i prodotti coop sono nelle varie classifiche tra i prodotti migliori in assoluto.
Infatti vengono fatti dalle migliori ditte Vedi Sammontana per i gelati e gli ispettori coop sono molto severi nei loro controlli.
I prodotti in vendita all’ ipercoop ricevono controlli giornalieri che altri mercati e negozi non subiscono.
Questo per la chiarezza e per l’ onestà da ex lavoratore presso l’ ipercoop posso testimoniare questo.

lui la plume ha detto..
il 14 Novembre 2007 alle 18:10

X Simone

Nessuno mette in dubbio la serieta’ di questa azienda, ma non esageriamo,

Si scrive molto per non dire nulla mi trovai due o tre anni fa’ con un po’ di azioni di una societa’ del gruppo, partecipai alla assemblea degli azionisti, mi venne dato un tomo di 416 pagine pieno di scritte assurde, noi siamo i piu’ bravi ecc ecc. in meno di venti minuti tutto finito, tutto approvato.

Ho venduto subito le mie azioni, dopo qualche mese la cronaca e’ stata impietosa con questo gruppo dirigente.

Io agli attestati ed agli ispettori severi credo poco.

Bruno Pirastu ha detto..
il 14 Novembre 2007 alle 20:03

Premesso che sia il Bottegaio che la Multinazionale prima di aprire il negozio valutano se per il mercato sia conveniente o no, questa novità degli Alimentari alla Metalmetron non mi stupisce più di tanto anche perchè se la Conad apre li chiude quella di Via Servettaz che è mal messa come spazio e parcheggi e come si sa tra paarenti si fanno i favori. Se poi a Santa Rita perdono quel servizio .. chi se ne frega dirà qualcuno. Ma dietro l’angolo c’è il problema del vero concorrente della Coop e cioè Famila che ha i minuti contati prima di trasformarsi in un bel centro residenziale , vista mare ( e containers ! ) Ecco così vedo un piano organico di occupazione commerciale della città alla faccia della libera concorrenza. Del resto come si sa a Savona i prezzi sono piu alti che altrove anche se si compra robaccia Cinese a prezzi Europei m ma con lo sconto alle casse del 10 % ,e per non parlare degli alimentari che sono esorbitanti , solo per dire compro le mele all’Esselunga a Milano in offerta a 0,75 mentre qui sono , in offerta , al doppio e mi chiedo anche come mai costano meno dai negozietti di frutta e verdura che, forse per questo , sorgono come funghi in città. In regime di Monopolio o come si chiama adesso di Cartello non decidono gli interessi dei consumatori ma solo quelli del Guadagno e , come mi diceva mia nonna , il portafoglio ce l’hanno tutti , la tessera del partito magari è diversa ma i soldi sono eguali.

antonio gianetto ha detto..
il 14 Novembre 2007 alle 23:40

La Coop non vende soltanto i suoi prodotti!
In Italia due ricercatori segnalano che alcuni prodotti in commercio ( venduti anche dalle Coop ) contengono microparticelle che potrebbero provocare il cancro e nessuno ha avuto niente da ridire, non sono stati neppure denunciati per non aver detto il vero.
Li hanno soltanto puniti, perché quanto da loro segnalato, aveva fatto calare notevolmente le vendite dei prodotti di alcune marche che comparivano nella lista, molto note perché spendono una barcata di soldi in pubblicità per condizionare le nostre scelte.
I prodotti, con quei problemi, sono tuttora in commercio, d’ altronde sono liberamente in vendita anche le sigarette che, è risaputo, fanno male alla nostra salute.
Noi consumatori, informati di questi problemi, siamo liberi di scegliere i prodotti che vogliono, anche in base al tipo di metalli in essi contenuto.
Che a Savona i prezzi sono più alti che in altre città, lo avevo segnalato in data 6.07.07 all’ assessore allo sviluppo economico – commercio – turismo del nostro Comune, portando a riferimento i prezzi di alcuni generi venduti nei mercatini rionali di Torino, alla metà di quanto li pagavamo noi.
In questi giorni sulla stampa locale siamo stati così informati:
http://www.truciolisavonesi.it/articoli/numero130/spesa.pdf
http://www.ilsecoloxix.it/savona/view.php?DIR=/savona/documenti/2007/11/13/&CODE=ea67d2fe-91b2-11dc-b93b-0003badbebe4
Viviamo in una città dove il degrado e la povertà sono visibili; questa mattina mi ero recato a far la spesa al Superbasko, davanti a me c’ era una coppia di anziani, la signora si è rivolta al cassiere con queste parole: non abbiamo molti soldi, per favore ci dica il prezzo di ogni prodotto che abbiamo scelto, così possiamo renderci conto di non aver commesso errori nella scelta dei prodotti in offerta.
Questa è la città dove non siamo neppure sicuri di trovare un posto al cimitero, dove ci sono politici che propongono un assegno annuo di 300 euro a favore di chi mantiene un cane.
Forse sarebbe il caso che cominciassimo a renderci conto che messi alquanto male!

Simone Anselmo ha detto..
il 14 Novembre 2007 alle 23:53

Bruno (permettimi di chiarmarti cosi) hai centrato il vero problema. Io l ho scritto un po di tempo fà sul giornale del mio partito (pcl) la mia paura è che in quello spazio ci vogliano mettere il Famila e quindi liberare lo spazio per una nuova cementificazione selvaggia che arrivi fino o oltre Villa Zanelli.
Anche per questo vedo con favore l’ ipotesi Conad rispetto al Famila.
Ricordo che rimango assolutamente convinto che quelle aree dovevamo rimanere produttive ma ormai è una battaglia persa e che ci vada il Conad a questo punto mi va anche bene.
Bisogna invece iniziare a lottare per evitare la nuova speculazione sulle aree alle fornaci attualmente occupate dal Famila.

Gloria ha detto..
il 15 Novembre 2007 alle 10:03

buongiorno
ricordo che allinizio del dibattito sulla destinazione d’uso delle aeree qualcuno parlò di una “cittadella dello sport” in considerazione della vicinanza a stazione ferroviaria e uscita autostradale. Ma ormai nella ns città si realizzano solo edifici e si parla dell’apertura di nuovi centri commerciali come se questi fossero la soluzione a tutti i ns problemi. Dai un tetto e da mangiare al cittadino e starà zitto. Incentiviamo l’uso dell’auto per raggiungere i centri commerciali, tanto ci sono i parcheggi e tra poco pure la possibilità di fare rifornimento. E glii mpianti sportivi dove ragazzi ed adulti potrebbero ritrovarsi e trascorrere parte del loro tempo libero? Una cittadella dello sport a Savona. A chi faremmo concorrenza?!?! a tutti credo. Nel frattempo l’impianto di corso colombo langue, lo stadio è lì ma forse faremo una pista da patinaggio su ghiaccio al posto delle funivie (alzi la mano chi ci crede!!)…

Bruno Pirastu ha detto..
il 15 Novembre 2007 alle 10:47

Simone , che l’area Famila debba essere cementificata è gia scritto e deciso. Mi sono dimenticato che ci sarà un altro supermercato nella ex centrale Enel , condomino Molino. A proposito di questo complesso l’altro giorno hanno chiuso il molo dietro al Garden e stanno facendo una presa d’acqua e altro per , probabilmente , eliminare lo stagnare dell’acqua sotto a quel palazzone. Ovviamente con soldi pubblici. Speriamo adesso che qualcuno dei futuri inquilini si lamenti anche dello scempio della Piscina così, di corsa , risolveranno anche quel problema.

Danilo Formica ha detto..
il 15 Novembre 2007 alle 13:08

Le battaglie contro la cementificazione a Savona vengono fatte da anni e, puntualmente, sempre perse. Ci sono poteri troppo forti che agiscono sulla nostra città e non esiste distinzione destra-sinistra. L’area del Famila sarà una altra zona interessata a tale speculazione, senza contare che a breve inizierà la cementificazione anche della zona centrale di Savona (Pz del Popolo). Ormai, purtroppo, il piccolo commerciante non ha più spazi per competere in tale mercato; ma il vero problema, per i consumatori, è che in Liguria vi è un monopolio della grande distribuzione a favore di Coop. Per capire meglio posto un indagine recente svolta da AltroConsumo, tratto dal Sole24ore, perfettamente adattabile alla attuale situazione savonese:

Nelle città dove ci sono sia Esselunga che Coop, i prezzi sono più convenienti che nel resto d’Italia. Lo dice Altroconsumo che nei giorni scorsi ha pubblicato la mappa della convenienza dei supermercati italiani. Dove è più combattuta battaglia tra i due marchi, ci sono i prezzi migliori. A Pisa e a Firenze per esempio. Qui da anni la concorrenza tra i due ipermercati ha determinato, secondo i risultati dell’ultima indagine, un livello di prezzi del 20% inferiore rispetto alla media nazionale. Esemplare è poi il caso di La Spezia. Dall’inchiesta di Altroconsumo risulta infatti come l’ingresso di Esselunga come competitor di Coop sia stato di beneficio per i consumatori. L’anno scorso all’Ipercoop (il punto vendita meno caro) si spendeva l’8% in meno della media nazionale. Quest’anno, nel nuovo Esselunga, i cittadini di La Spezia arrivano risparmiare quasi il 20% in più rispetto al resto d’Italia. E la concorrenza ha fatto migliorare anche performance dell’Ipercoop: il risparmio è salito dall’8 al 14%. Dall’eccessiva concentrazione invece, i consumatori hanno tutto da perdere. Genova, dove c’è un unico ipermercato, è una delle città in cui il livello di prezzi è più elevato. Nel punto vendita più economico si spende il 27% in più rispetto a quello di Pisa. E dai dati raccolti, l’associazione ha stilato la classifica dei supermercati più convenienti. Sul podio c’è Esselunga mentre Ipercoop si piazza al quarto posto.

http://www.daniloformica.net

Simone Anselmo ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 11:03

Ecco ci risiamo, oltretutto caro Danilo, conoscenza di vecchia data, l’ indagine di altro consumo e molto più elaborata e complessa.
Io attualmente studio ad Alessandria e nelle vicinanze della mia università ho sia l’ esselunga che la Coop, ho confrontato i prezzi coop con quelli savonesi e ti posso assicurare che sono praticamente identici non vi è tutta questa differenza.Esselunga invece su molti prodotti è più cara. Nell’ Alessandrino invece si possono fare ottimi affari per tutto quello che non è alimentare.
La concorrenza è un miraggio che ormai da anni non si riesce ad attuare ed è un sistema a mio avviso ormai da rivedere.
In tutti i mercati in cui si è voluto favorire la concorrenza, i consumatori ci hanno ampliamente rimesso. Basta vedere le numerose privatizzazioni fallite.

Invito a non rassegnarsi per le aree Famila e di iniziare a lottare e soprattutto la prossima volta che si va alle urne votate realmente chi è contro le speculazioni.

lui la plume ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 11:14


Leggendo sulla cementificazione a Savona.

Personalmente penso che se il privato vuole gestire diversamente ma nel rispetto di “dimensioni capestro”
imposte dalla legge gli spazi di sua proprieta’ vicino al mare lo debba poter fare liberamente
(tante parole per dire che se al posto del famila viene costruita una casetta di due o tre piani al massimo di certo non offende la vista e se il costo di questi appartamenti di lusso impedisce il mio accesso a tale proprieta’ continua ad essere un problema secondario).

Certo veder costruire palazzi altissimi non e’ la stessa cosa ed una amministrazione che operi nell’interesse dei cittadini lo dovrebbe impedire con ogni mezzo.

Non lo fara’ e finiremo con il trovare “fronte mare” un altro mostro di una decina di piani pieno di appartamenti .

L’unica certezza e’ che in un periodo in cui non esiste nulla di certo e definitivo

(le leggi si cambiano in un senso e nell’altro e cio’ che oggi e’ lecito domani potrebbe non esserlo piu’ e ….. sui diritti acquisiti non farei troppo conto)

un appartamento in un palazzo posto in una posizione assurda rappresenta un investimento non troppo sicuro,
andrebbe acquistato solo con sano spirito speculativo ed accettazione del rischio di vederselo buttare giu’ come da qualche anno finalmente avviene
(speriamo di veder presto abbattere “legalmente” anche quella caserma costruita abusivamente fronte mare di cui periodicamente si hanno notizie, le leggi dovrebbero aver valore per tutti).

A parte questi pensieri “forcaioli” la cosa che infastidisce di piu’ e’ il perpetuarsi di presenza pubblica poco gradita in zone di alto valore ambientale presenze: che ne ostacolano la valorizazione.

Un esempio:
la costruzione dei vigili del fuoco in via nizza ….. sarebbe auspicabile un parco al posto di questo immobile fronte mare che se trasferito in corrispondenza delle nuove direttrici del traffico (l’aurelia cittadina non puo’ essere ancora considerata una strada a scorrimento veloce) risulterebbe decisamente piu’ efficiente e meno penalizzante per la citta’.
Ovviamente non so’ se questa presenza fronte mare e’ determinata dalla possibile necessita’ di intervenire con mezzi navali, che non ho mai avuto modo di vedere in azione di certo i mezzi su ruote sempre in movimento sono una jattura non gradita in quella zona.

Vorrei aggiungere che i conti della opportunita’ di una spesa vanno fatti valutando l’interesse dei cittadini e non quello di singole amministrazioni che pur facendo parte dello stesso “Stato” operano talvolta con i paraocchi per salvaguardare privilegi ingiustificati.

Danilo Formica ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 12:56

il problema è privatizzare seriamente.. in questo paese si è sempre parlato di privatizzazione ma volte solamente a favorire l’amico o la propria catena di supermercati. Non conosco la situazione nell’alessandrino, ma conosco molto bene la situazione di Milano. Solitamente faccio acquisti in Esselunga e Carrefour e posso dire che la convenienza c’è. Ma anche alla stessa Coop.. faccio un esempio: lo scorso anno avevo visto una stampante epson all’ipercoop a Savona (promozione) costo 76 euro.. la stessa stampante sempre in promozionem stesso periodo, al centro sarca di milano costava 69 euro. Se poi un associazione dei consumatori stila un rapporto in tal senso, bisogna tenerne conto. Infine mi pare evidente che a Genova si spenda più che a Milano.. dove non esiste concorrenza i prezzi non si abbassano. Lo dice qualsiasi manuale di economia..

ps.: purtroppo i partiti che si oppongono alle speculazioni sono sempre troppo pochi.. e con pochi mezzi rispetto a quelli che le promuovono.

Bruno Pirastu ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 13:27

Chiedo scusa ma .. basta andare sui siti della grande distribuzione e aprire la finestra PROMOZIONI per vedere quante e quali siano le differenze di prezzo tra le varie Società e al loro interno dei punti di Vendita. Gia tra Milano Missaglia dove vado e Abbiategrasso Esselunga ha gia prezzi diversi cosi come tra il Gabbiano di Savona e la Viscontea ( COOP ) di Vigevano. Certo è che il pensionato savonese non và alla Coop di Abbiategrasso per fare la spesa, questo è il problema della Grande Distribuzione, non agevolare il Consumatore ma muoversi in base al Mercato, di qui , scusate , fuori luogo il termine Cooperazione e tutela dei Consumatori Italiani ( Da BZ a PA ). Un piccolo forse gia noto chiarimento tecnico , le Grandi Distribuzioni hanno diversi Marchi in funzione della tipologia del negozio per cui un Di per Di o un Pracchi in realtà sono subfunzioni della grande catena ( esempo Famila – MaxiSconto tanto per restare a Savona) , ma con prezzi differenti, un po come i commercianti Savonesi del centro che hanno aperto punti vendita al Gabbiano ma dove se si cercano oggetti di pregio o valore rimandano alla casa madre.

antonio gianetto ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 14:08

Qualche giorno fa, mi sembra di aver inteso, che la Comunità Europea avrebbe intenzione di intervenire a favore delle coste del territorio comunitario.
Vietando costruzioni entro 150 metri dalla linea del mare.
Intanto chi si è adoperato per tutelare le coste della sua regione ha avuto un riconoscimento da parte dell’Agenzia dell’Onu per l’ambiente e la tutela della coste:
http://eddyburg.it/article/articleview/9041/0/168/

lui la plume ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 16:42

“antonio gianetto scrive:
….. Comunità Europea avrebbe intenzione di intervenire a favore delle coste del territorio comunitario.
Vietando costruzioni entro 150 metri dalla linea del mare………”

Piu si va’ avanti e piu’ appaiono inutili le istituzioni nostrane.

Simone Anselmo ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 17:05

Danilo nel mio pezzo si parlava di alimentari, anche io come scritto sopra ho notato che per le cose tecnologiche sicuramente il mercato savonese non è molto concorrenziale.
Vorrei inoltre far notate che spesso le grandi catene applicano i prezzi identici per tutti i proprio spazi di vendita.
Un tale televisore in promozione a mediaworld lo si paga uguale in tutta italia.

Bruno Pirastu ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 18:19

Notarella Spesso le promozioni non sono decise dal Venditore ma dal Fornitore che stabilisce dove quando come e quanto

antonio gianetto ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 23:09

Concordo pienamente con Bruno, con molta probabilità queste vendite avvengono quando le ditte fornitrici hanno accumulato troppo prodotto nei depositi e quindi hanno necessità di smaltire; lo stesso dicasi per banane ed ananas, che in certi momenti vengono vendute a prezzi molto conveniente, in questo caso oltre allo stoccaggio c’ è la necessità di liberarsi del prodotto per rischierebbe di deteriorarsi.
Personalmente ritengo che a Savona sono tutti daccordo nel formulare i prezzi, non so se avete notato, fino a sabato scorso i Kiwi ( Nuova Zelanda), spacciati per primizie, erano venduti da quasi tutti a circa 3,30 euro al chilo, lunedì sono precipitati a 1,99 euro al chilo, e sono comparsi allo stesso prezzo quelli di produzione italiana. Non so se questi frutti si raccolgono due volte l’ anno, se così non è, ci hanno venduto a caro prezzo, dei prodotti comprati in alta stagione, nell’ emisfero australe, 6 mesi fa a prezzi molto bassi, sono stati, quindi, tenuti nelle celle frigorifere per essere immessi sul mercato, come primizie, un mesetto prima che giungano a maturazione quelli di nostra produzione.
Lo stesso giochetto viene fatto anche con gli agrumi!

Bruno Pirastu ha detto..
il 17 Novembre 2007 alle 06:23

Antonio , basta vedere cosa fanno con le mele che hanno un valore aggiunto inferiore ad altri frutti più ” pregiati ” , le tengono in celle semifrigorifere e piene di gas per poi venderle tutto l’anno al prezzo che vogliono. Lo stesso viene fatto per tutto il ” fresco ” come lo chiamano loro. Di ieri le Golden da Slunga a 0.59 !!! Quando mai questi prezzi al Gabbiano ! e sono le stesse mele non raccontiamoci delle storie. Putroppo a Savona siamo in regime di Monopolio coatto anche se , mi sembra , molti , me compreso , usano anche altri venditori , ma , il parcheggio coperto , l’essere in centro, riiscaldato e altro … insomma tutto fa. Ma , a mio avviso , il peggio sono i prodotti cinesi , qualità bassa , e venduti a prezzi europei. Si ha un bel dire sul Mangia Italiano, cerca la qualità e altro. Purtroppo a Savona manca l’informazione sui prezzi di vendita , dovrebbe esserci un monitoraggio del Comune che non mi dica sei mesi dopo cosa ho speso ma mi informi sui prezzi di vendita sia alla produzione che al dettaglio e aggiornato , come fanno molti altri comuni, ma noi siamo una città Kulturale dove si legge , sulla scia di Beningni , Dante nei quartieri o si ci preoccupa solo di recuperare aree dove costruire case non popolari. Che cavolo gliene frega al Palazzo se a Savona la vita costa il doppo che altrove , quando se ne rendono conto si aumentano i gettoni di presenza ed il problema finisce li.

lui la plume ha detto..
il 17 Novembre 2007 alle 09:32


Poche ore fa’,
durante la trasmissione televisiva TV7,
un tal Rutelli (noto esponente del governo in carica) dopo aver commentato la tormentata votazione al Senato
ha formulato i propositi per il prossimi mesi
che per quanto riguarda questo blog possono sintetizzarsi in un invito
al “dialogo ed a favorire la concorrenza”.

Credo ci si possa trovare tutti a dialogare con successo su questo invito.

Iniziamo subito con un bel sondaggio:

Chi volete nell’area … per garantire l’auspicata concorrenza?

1) Esselunga,
2) Auchan,
3) Bennet,
4 …..

Si prega di aggiungere “solo” case in aperta concorrenza con le aziende presenti.

Grazie

antonio gianetto ha detto..
il 17 Novembre 2007 alle 23:07

Un po’ d’ informazione ce la danno i depliant pubblicitari dei vari supermercati che ci vengono messi nella cassetta delle lettere!
Ormai la caccia alle offerte speciali sembra diventata una della abitudini di molti consumatori savonesi, non nascondo che anch’ io seguo questa procedura.

Bruno Pirastu ha detto..
il 18 Novembre 2007 alle 16:59

Premesso che ho scoperto che mentre a noi Liguri ci danno dei Taccagni ci sono nel Pavese paesini dove sono i varii Carrefour a prendere e portare i clienti con dei loro Bus Navetta Gratis e che la gente compra di massima in funzione delle offerte, anche perchè dispongono di spazio in casa dove mettere la roba. Altri invece organizzano la famosa spesa collettiva sempre sfruttando le promozioni ( olio , sapone , frutta , etc ) Il lato negativo della cosa è che chiudono sempre di piu i piccoli negozi e quando ti serve il burro che hai finito non sai dove andare. Cosa questa che sta capitando anche a Savona e dove oggi in una città deserta l’unica attività era al Gabbiano che , alla faccia della libera concorrenza , si ricordava essere aperto tutte le domeniche dalle 09 alle 21.Questo non solo fa chiudere i piccoli negozi ma da desistere anche chi volesse aprirne uno e magari in una zona decentrata e priva di servizi.

Simone Anselmo ha detto..
il 19 Novembre 2007 alle 12:22

I negozi savonesi chiudono perchè i commercianti della nostra città sono poco abili nel loro lavoro.
Ma è possibile che con tre navi in porto che hanno portato migliaia di turisti per le vie della città ( gli ho visti con i miei occhi) la maggior parte dei negozi erano chiusi?
Poi mi spiegate come mai prima della costruzione del tanto odiato iper il mio negozio alimentari vicino a casa aveva ad esempio il prosciutto a 5 mila lire l’ etto e ora nonostante € lo si trova a 2?
I commercianti savonesi potrebbero tranquillamente vivere se fossero disponibile ad orari flessibili e idee innovative.

Bruno Pirastu ha detto..
il 19 Novembre 2007 alle 13:18

Simone , hai in parte ragione ma bisogna distinguere , come sempre tra chi fa una cosa perchè gli interessa e piace e tra chi lo fa solo perchè non sa che cosa fare o perchè Catene tipo Bene… fanno investimenti spesso di tipo immobiliare e non commerciale. Non so dove e quando hai visto migliaia !! di turisti/crociera in giro per Savona, io ho visto qualche sparuto gruppo che , cartina alla mano , chiedevano dove erano i parcheggi o altre cose savonesi visto che di cartelli informativi di dove i siti sono in citta non ce n’è. Li vedo semmai a comprare al piccolo supermercato dalla Torretta, sarà che anche loro come faccio io non prendono l’acqua dal Frigobar ma se la comprano a terra. Il problema comunque , permettimi , non è quello di creare una Disneyland in funzione dei Crocieristi quanto quello di dare vivibilità a Savona e se poi ci sono i Crocieristi ben vengano.
PS) Prosciutto da 5 mila a due euri ! Il tuo negoziante è onesto 2 euro = 4 mila lire , altrove , anche nella grande distribuzione , ieri 5 mila oggi 5 euro

Simone Anselmo ha detto..
il 19 Novembre 2007 alle 15:11

Bruno in realtà semplicemente i commercianti hanno dovuto scendere a prezzi più ragionevoli.
Sono d’ accordo invece sulla disneyland per i crocieristi che non dovrebbe esistere, ma come ben sai la giunta attuale come quella precedente ha com unico interesse per la città quello di riempirla di cemento.
Il dramma vero per la città e di non avere una opposizione forte, infatti il centro destra salvo su quache problema minore è completamente d’ accordo su tutto quello che prima Ruggeri e poi Berruti fanno. L’ unica vera opposizione rimane quella di Patrizia Turchi. Spero che alle prossime votazioni la gente possa ricordarsi di questo.

antonio gianetto ha detto..
il 19 Novembre 2007 alle 17:55

Ormai è risaputo che gli unici prodotti che vengono acquistati a Savona sono vini e liquori, questo me lo hanno riferito diversi commercianti.
Come ha giustamente detto Bruno di turisti in giro se ne vedono molto pochi, anche quando tutti i negozi sono aperti; evidentemente sono poco interesati alla nostra città, smettiamola di incolpare i negozianti se non comprano, quando un turista va in crociera, ha avuto delle dritte da amici e parenti, che avranno sicuramente segnalato che Savona non offre niente ed è anche una città molto sporca.
Forse ultimamente è un po’ migliorata, è stato rifatto il marciapiede di piazza Diaz, è migliorata anche la pulizia urbana, ma siamo ben lungi dallo standard delle città turistiche, fino ad un anno fa eramo così:
http://flickr.com/photos/21036883@N07/?donelayout=1

A comprare vini e liquori, sicuramente sono più interessati i componenti l’ equipaggio ed il motivo è molto semplice: in questo modo evitano di essere controllati, in quanto, comprando a bordo, si vedrebbero addebitati i loro acquisti a statino paga, ma verrebbe facilmente evidenziato il quantitativo di alcolici da loro acquistato e presumibilmente consumato. Presumo che si possa comprendere che agendo in questo modo corrono meno rischi.

Bruno Pirastu ha detto..
il 19 Novembre 2007 alle 18:45

Forse a Voi no ma a me , da qualche tempo , è capitato di fare viaggi organizzati. Si ci trova alle 05 del mattino in una piazza del centro, si caricano i bagagli nelle stive del Bus e si parte per l’imbarco. Si arriva al porto. Confusione per i bagagli. Si cerca il corrispondente dell’Agenzia. Si ci mette in coda per salire a bordo. I bambini piangono. Le operazioni sono fatte velocemente su scale mobili e la distribuzione dei Pass e Chiavi. Si riesce a trovare la cabina. Si posano i bagagli e si ci rinfresca dopo il viaggio. Si da una prima occhiata alla nave, alle vetrine,ai saloni,al bar. Si fanno i primi conti davanti al Free Tax. Si esce sul ponte. Panoramica con foto sul porto di partenza da inserire nel Book. Discussione se scendere a terra oppure no, ci sono un paio d’ore. I bambini piangono. Scendere e poi risalire no i bambini piangerebbero di piu. Una coppia di pensionati scende e si avvia verso la citta. Ritorna dopo un’ora, mostra le foto della nave fatte da riva. Prima sirena, si ritirano gli ormeggi. Fine. ( Bari Agosto 2007 in partenza per la Grecia )

lui la plume ha detto..
il 20 Novembre 2007 alle 08:37

“di turisti in giro se ne vedono molto pochi, anche quando tutti i negozi sono aperti; ”

Una cosa e’ tenere aperto una volta ogni tanto magari per la “notte bianca” diversa e’ la continuita’, il poter far conto su un servizio e’ importante.

Vi sono anche belle citta’ (Hannover) dove “tutto” chiude alle 16, lo si sa’ e se si pensa che ne valga la pena ci si organizza diversamente e magari l’anno dopo si arriva il giorno prima e si parte il giorno dopo, certo gironzolando qualche ora in una citta’ deserta bisogna “capire” che ne vale la pena.

antonio gianetto ha detto..
il 20 Novembre 2007 alle 11:42

Ci vogliamo rendere conto che le navi ormeggiano alle 08 00 e alle 17 00 partono?
Bruno ci ha spiegato molto bene cosa avviene quando si sale a bordo, tra pratiche e sitemazione a bordo arriva l’ ora di pranzo, dopo il pranzo si ci riposa perché il bello della crociera si assapora di sera fino a notte inoltrata.
Quelli che sono imbarcati in altri porti, solitamente scelgono le escursioni proposte dalle Costa, per Savona le scelte sono queste:
http://www.costacrociere.it/B2C/I/Shopping/Excursions/Excursions.htm?&Macro=WEST+MEDITERRANEAN&VCountry=ITW&CalPort=SVN
Come è possibile vedere Savona non offre niente, salvo una visita a Villa Faraggiana.
I turisti che non optano per le escursioni e dovrebbero scendere a terra per fare una visita della nostra città, cosa troverebbero di conveniente da comprare?

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