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Articolo n° 17717 del 16 Novembre 2007 delle ore 11:24

Savona sceglie di potenziare i collegamenti con la Valbormida

[thumb:2620:r]Savona. Il consiglio comunale di Savona ha approvato all’unanimità nella seduta di ieri il sostegno all’iniziativa del Comitato Sviluppo Savona – Valbormida, costituito allo scopo di sollecitare le istituzioni affinché le aree dismesse della Valbormida siano riconvertite in attività di retroporto (scalo containers) e le linee ferroviarie siano sviluppate, in modo da eliminare la maggior parte del traffico pesante e permettere la realizzazione di una metropolitana di superficie fra Cairo e Savona (Porto Vado).
Nato lo scorso 13 settembre, il Comitato ha già raccolto oltre 2000 firme e ha attirato l’attenzione di amministratori e politici locali, trovando accoglienza favorevole da tutti gli schieramenti politici in consiglio comunale; infatti nella seduta di ieri l’ordine del giorno a sostegno dell’iniziativa, originariamente presentato dai consiglieri Roberto De Cia e Stefano De Montis del gruppo consiliare Socialisti Democratici Italiani, è stato ripresentato unanimamente da tutti i Gruppi Consisilari e,ancora all’unanimità, votato (26 SI su 26 votanti).
“Il consiglio comunale esprime vivo compiacimento per il lavoro svolto dal Comitato – hanno dichiarato i consiglieri De Cia e De Montis – che ha saputo formulare proposte concrete sullo sviluppo logistico e sui collegamenti ferroviari, a favore di un territorio colpito negli anni dalla decadenza industriale. Manifestiamo apprezzamento per l’iniziativa del Comitato – proseguono i consiglieri – condividendo la necessità di potenziare i collegamenti con Torino e Alessandria, evitando il nodo ferrroviario di Genova; è anomalo infatti un sistema trasportistico che oggi obbliga un carro merci in partenza da Cairo e diretto a Torino a passare da Savona, poi Genova e infine Torino, anziché passare direttamente da Fossano per raggiungere il capoluogo piemontese. Questo comporta un enorme spreco di tempo e denaro e scoraggia le aziende all’utilizzo della ferrovia per le proprie spedizioni”.
La metropolitana leggera tra Cairo e Savona andrebbe ad integrare i servizi esistenti su gomma, fornendo un servizio utile alla società e in grado di massimizzare il rapporto costi-benefici, riducendo la quantità di mezzi privati immessi nel traffico stradale di Savona in particolare.
Il consiglio sostiene l’iniziativa anche per lo sviluppo retroportuale, in vista della realizzazione nel porto di Vado Ligure di una piattaforma porta containers, che consentirà alle aree della Valbormida di diventare il naturale luogo di stoccaggio e manipolazione delle merci.
Parere favorevole in consiglio all’ordine del giorno anche dalla minoranza: “Appoggiamo questa iniziativa – ha dichiarato il consigliere Fabio Orsi (Forza Italia) – perché vuole essere l’impulso non solo alla costituzione di un importante collegamento infrastrutturale ma anche alla valorizzazione e allo sviluppo industriale di un’area strategica per la nostra economia”.


» Felix Lammardo

3 commenti a “Savona sceglie di potenziare i collegamenti con la Valbormida”
Bruno Pirastu ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 12:48

Non è mai troppo tardi. Da decenni se non secoli la Val Bormida è stata un bacino di lavoro per i Savonesi che senza mezzi pubblici tarati sui lavoratori si sono incrociati sul Cadibona, una statale di Serie B , con quelli che dalla Val Bormida scendevano al mare. Adesso si ci da da fare per collegare ,,,, collegare che cosa ? l’ex Acna ? l’ex Montecatini ? l’ex … ? Quello che piu mi soprende è che all’unanimità il Consiglio Comunale di Savona ha dato il Via Libera alla Piattaforma di Vado, perchè al di la delle righe , l’obiettivo primario è quello di trovare dove mettere i cassoni. Al di la delle problematiche ambientali spero e credo che chi deve gestire il problema segua l’orientamento della rotaia e non della gomma anche se , per alcuni passaggi che mi hanno lasciato perplesso , non credo sia così al 100 / anche perchè dietro l’angolo c’è la TAV se si vuole veramente diventare un porto europeo e quindi il SI unanime del Consiglio ha anche una sua valenza politica. Ancora una considerazione. Come in tutte le operazioni di imbarco e sbarco siha bisogno di spazi dove parcheggiare le merci prima e dopo le operazioni portuali, aree di semplice sosta dove non avviene la manipolazione delle merci, io ditta di XX spedisco un Container a Hong Kong , lo ripemo lo chiudo e basta, lo apriranno laggiu. Il comitato penso, spero , abbia fatto un’analisi del traffico commerciale, verificando cosa succede a Genova e in quale misura si fa manipolazione differenziata del contenuto dei Container. Ho avuto a che fare per qualche anno con il traffico portuale e ricordo che non era una cosa semplice analizzare tale flusso , vero che ai suoi tempi , primordi dei Container ne parlavo con l’allora Presidente Mgliorini che gia allora , anni 70 , era propenso al collegamento con la Val Bormida, come gli proponevo. Meglio tardi che mai, appunto.

Barbara ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 14:59

Io penso che l’idea della metropolitana leggera sulle linee ferroviarie in disuso sia un’ottima idea, ve lo dico perchè per lavorare a Carcare, abitando a Genova non ho altro mezzo che la mia macchina, perchè i collegamenti con i mezzi pubblici fanno piangere, io dovrei partire alle 5 per essere a Carcare alle 8.30..la metropolitana leggera potrebbe essere una soluzione per tanta gente che come me si sposta per lavoro: io sarò un caso raro, ma ci sono tanti che dalla Valbormida partono in macchina per andare a lavorare a Savona perchè altrimenti non arriverebbero più con i mezzi pubblici (corriere)

Bruno Pirastu ha detto..
il 16 Novembre 2007 alle 15:26

Barbara ho fatto per 30 anni il Cadibona lavorando a Dego, ho avuto colleghi genovesi che si erano inventati una utilitaria a San Giuseppe per fare un po di treno e un po di auto visto che i mezzi pubblici per i lavoratori non ci sono. Colleghi che venivano da Varazze e che per il ghiaccio si sono distrutti nel fuori strada, colleghi che partendo da Grana passano per il Giovo/Pontinvrea, colleghi che come me sapevano di dover passare ore in colonna sul Cadibona dove pochi cm di neve era peggio che essere sullo Stelvio, persone che al sottopasso di San Giuseppe o al Vispa si guardava bene dall’essere dietro a un carico un po piu alto del normale. Non ci sono linee ferroviarie in disuso ma solo sotto e male utilizzate e sapere che adesso in funzione dei containers saranno usate meglio da un lato mi fa piacere ma all’altro mi dispiace per i 30 anni passati da me ed altri a sprecarsi sui tornanti del Cadibona.

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