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Articolo n° 17835 del 20 Novembre 2007 delle ore 16:00

L’esportazione dell’esperimento referendario della Valle d’Aosta

Si parla spesso di rafforzare i poteri del “premier”. Ma poco o nulla di potenziare gli strumenti utili per una sovranità davvero popolare. Non tutti sanno che domenica scorsa, nonostante il silenzio della maggior parte dei mass media, è stata una giornata importante per la nostra democrazia. Per la prima volta in Italia è stata sperimentata la democrazia diretta di tipo propositivo: tramite referendum i cittadini possono esprimersi su varie proposte, se le approvano queste diventano effettivamente legge.
Nel nostro ordinamento questo tipo di referendum non è previsto; è stato introdotto da qualche anno solo in Valle d’Aosta, dove si è tenuta la prima “sperimentazione” referendaria. Purtroppo i cittadini, anche su suggerimento dei principali partiti locali, non sono andati a votare, non raggiungendo il 45% necessario per la validità della consultazione. Penso sia importantissimo ora portare questa “opportunità” anche al di là dei confini della Valle d’Aosta. Solo con l’introduzione di strumenti di democrazia diretta il cittadino potrà eliminare la “Casta” e tenere realmente sotto controllo i propri amministratori. Basti pensare che uno dei quesiti referendari valdostani su cui i cittadini dovevano esprimersi riguardava la realizzazione di un ospedale unico: situazione che qui da noi è stata portata avanti, dai nostri amministratori, senza chiedere alcuna opinione ai cittadini. Se oggi ci fosse un referendum propositivo qui in Liguria, il cittadino potrebbe decidere, ed eventualmente bloccare, progetti come il porto della Margonara e il porto container a Vado. Purtroppo invece tutto questo qui da noi è fantascienza ed il cittadino viene interpellato solamente ogni 5 anni per scegliere se è meglio un simbolo che un altro. Ma realmente poi in quei 5 anni che poteri ha di controllo su quei amministratori che ha fatto eleggere? Con il referendum propositivo il cittadino potrebbe sostituirsi al legislatore, ma soprattutto dare un segnale chiaro alla politica «O ci fate le leggi che ci servono, o ce le facciamo noi!» .

Danilo Formica
portavoce provinciale
Obiettivo Nord Ovest


» Redazione

9 commenti a “L’esportazione dell’esperimento referendario della Valle d’Aosta”
Bruno Pirastu ha detto..
il 20 Novembre 2007 alle 17:38

Il Referendum è per i Partiti come la Macchina della Verità per i sospettati. Probabilmente siamo rimasti ancorati ad un concetto datato di Delega dove una volta data si puo fare di tutto e di piu e senza controllo. Dio me l’ha data ! Secondo me è una forma sclerotica di vedere le cose anche perchè, naturalmente , nel corso di un mandato può capitare che emergano scelte non previste o per lo meno non sempre chiare ai Cittadini e quando questo accade una verifica, un collaudo dovrebbe essere reso possibile se non adiritttura garantito. Di certo è che al di la dei dotti proclami in politichese/kulturale chi non accetta l’ipotesi del Referendum è perchè ha dei dubbi , se non la certezza , che l’esito potrebbe essere diverso dalle aspettative anche perchè si fanno su temi ( Margonara , etc ) che di Politichese non hanno niente e popolare slegato ( almeno in parte ) agli ordini di scuderia o partito preso . ( A prima vista ). Ritornati agli anni di Don Camillo e Peppone dove nei nomi dei Neo Partiti ( 2 grandi e gli altri … ) ricompaiono le parole magiche di Popolo , Democrazia, penso che il Referendum possa essere iscritto al WWF.

lui la plume ha detto..
il 20 Novembre 2007 alle 19:36

Simo almeno in due ad essere daccordo con il referendum propositivo.

bobal ha detto..
il 21 Novembre 2007 alle 11:29

Io sono totalmente a favore del referendum, ma il problema e’ che l’Italia non ha vissuto l’Illuminismo: siamo ancora al medio evo, con i Signori che sono stati sostituiti dai partiti e potenti vari e che fanno il bello e il cattivo tempo nei loro feudi/amministrazioni. Non per altro parlano anche di “conquistare” questo o quel comune, che anche se poi dicono che “intendono dire una cosa diversa”, poi in realta.. beh sappiamo tutti. E tutto questo con buona pace della plebe che ancora siamo. Questo e’ il mio parere qualunquista.

lui la plume ha detto..
il 21 Novembre 2007 alle 13:44


Ogni tanto mi capita di analizzare il conto dell’amministratore del supercondominio e mi chiedo per quale motivo lo dobbiamo tenere?

L’unico impegno che ha e’ quello di “far” curare il giardino ed oltre a pagare la ditta che taglia e pota dobbiamo pagare anche lui.

Poi ci penso un po’ e vedo che l’amministratore del condominio non e’ che faccia un gran che’ … oltre a trascurare di chiedere le rate condominiali a chi non paga ci fa’ spendere tanti soldi in avvocati per rientrare del danno …. ma per il resto …. le lampadine che si guastano le cambia la ditta che fa’ le pulizie, e’ la stessa che puntualmente provvede a tutte le incombenze che capitano, dalla pulizia dei tombini alla deratizzazione alla lotta agli scarafaggi …. le bollette poi arrivano direttamente in banca ….

per quale motivo lo dobbiamo tenere?

Ce lo impone la legge …… ma oltre a questo di vantaggi non ne vedo.

Capita spesso di pensare a cosa fa’ il Comune per me’ ….. e vedo ……… che non riscontro quei grandi vantaggi.

Gli uffici che gestiscono le incombenze si possiamo passare alla Provincia o alla Regione, magari sperando in una migliore razionalizzazione.

Per quella parte decisionale che da’ una “ragione di esistere” ad una autonomia il fatto di poter vantare norme diverse tra un comune e quello vicino non e’ certo una ricchezza per il cittadino, anzi e’ una jattura indesiderabile.

Ma non si possono cambiare le leggi?

diegogambaretto ha detto..
il 21 Novembre 2007 alle 14:00

Brevemente.La sovranità appartiene al popolo che la esprime nei limiti e nelle forme previste dalla costituzione italiana. Ma purtroppo la nostra democrazia è delegata, non partecipata. Questo è un grande limite del nostro stato, come nella stragrande maggioranza degli altri paese.Per questo sono d’accordo con il discorso di Danilo ma mi auguro che da parte dei cittadini ci sia più partecipazione e interesse alla cosa pubblica. Perchè lo stato siamo noi e a noi tocca il compito di migliorare il Paese.

Diego Gambaretto
Coord. Forza Italia Albisola Superiore

prettydog43 ha detto..
il 24 Novembre 2007 alle 19:28

Referendum Partecipativo … “Volete voi che l’ospedale di Santa Corona chiuda, costringendo i cittadini a muoversi verso Albenga o a Savona, con notevoli disagi, rischi per la salute, ecc.?”. Oppure: “Volete voi che l’ospedale di Santa Corona chiuda, costringendo i dipendenti a schiodarsi da sotto casa e a fare qualche km per andare a lavorare, come quasi tutti i mortali?”; oppure: “Volete voi che l’ospedale di Santa Corona chiuda, per perseguire notevoli risparmi di costi a fronte di disagi per chi si sposta e anche a rischio della salute?”.
Bello il referendum partecipativo, già vedo la corsa a chi si inventa la domanda e il modo di porla.

“Volete voi che i cittadini liguri non paghino più l’IRAP, visto che la Regione butta i soldi via in spese inutili?”.

Oppure: “Volete voi che finalmente si faccia l’inceneritore?” “Volete voi che finalmente si faccia l’inceneritore nel Comune di Alassio?”, “Volete voi che si faccia l’inceneritore per inquinare di più, risparmiare di meno, appaltare i lavori a qualche amico in cambio di bustarelle al solito partito di amici?”

“Volete voi che si istituisca un referendum partecipativo, e quindi occorre modificare la costituzione laddove indica che i referendum sono abrogativi? In tal caso, avete un modo per votare il presente referendum visto che non esiste ancora?”.

Per il momento io mi tengo la vecchia democrazia rappresentativa, con tutti i difetti.

Bruno Pirastu ha detto..
il 24 Novembre 2007 alle 22:29

Non capisco , scusatemi ma sono sclero. La domanda è ” Volete che Santa Corona chiuda si o no”, il resto non è il quesito referendario ma delle considerazioni di parte a fronte della domanda e cho ognuno si gestisce a modo e interesse suo. Mi sembra l’anteprima del Quiz di Vado per i Containers.

Danilo Formica ha detto..
il 26 Novembre 2007 alle 17:33

Concordo con il commento di Bruno P., la domanda è molto semplice: volete tale progetto? Si – No; volete l’ospedale unico? Si – No. Non bisogna avere paura del giudizio dei cittadini; personalmente ripongo più fiducia in loro che in molti dei rappresentanti eletti. Troppo spesso questi rappresentanti in campagna elettorale propongono una cosa e poi, senza chiedere alcun consenso ai cittadini, ne portano avanti un altra. Infine bisogna tenere conto che la Costituzione di questo Stato dovrebbe riconoscere la sovranità al popolo ma che in effetti questa, negli ultimi anni, sia venuta meno. Occorre quindi, a mio parere, riappropriarci di ciò che ci spetta ovvero il potere di decisione.

http://www.daniloformica.net

lui la plume ha detto..
il 27 Novembre 2007 alle 14:32


Quando si presenta un progetto ad una assemblea di persone che sono tenute ad approvarlo o a cancellarlo ci si deve impegnare per mettere queste persone nelle condizioni di poter decidere nel migliore dei modi.

Chi ritiene che questo insieme di persone non sia in grado di prendere una decisione ha in se’ dei problemi …

Chiaramente non e’ facile convincere, bisogna ottenere la fiducia, la stima, merce rara.

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