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Articolo n° 18121 del 27 novembre 2007 delle ore 17:09

Bullismo all’alberghiero di Finale, tre ragazzi denunciati

[thumb:1251:r]Finale Ligure. Episodio di bullismo all’istituto alberghiero “Migliorini” in via Manzoni a Finale Ligure, dove tre ragazzi della prima superiore sono stati denunciati dai carabinieri alla Procura presso il Tribunale per i Minori di Genova per atti di bullismo nei confronti di un loro compagno di scuola.
Secondo quanto riferito sull’accaduto, i tre bulli, al termine dell’ora di ginnastica, avrebbero tracciato con una penna una scritta sulla schiena del coetaneo, del tipo “Sei gay”. Sembra inoltre che abbiano anche disegnato sulla pelle dell’adolescente una svastica. L’atto non è però passato inosservato; infatti le stesse autorità scolastiche hanno segnalato l’episodio all’autorità giudiziaria genovese.
Sulla vicenda ora stanno conducendo ulteriori accertamenti, nella massima riservatezza, i carabinieri di Finale Ligure, che nelle prossime ore ascolteranno i genitori del ragazzo schernito e gli autori del gesto. Da quanto è trapelato, i reati ipotizzati sono quelli di violenza privata, ingiurie e atti discriminatori di stampo razzista, con l’aggravante di aver agito in gruppo. Già previsto un provvedimento scolastico disciplinare nei confronti dei tre bulli.


» Redazione

5 commenti a “Bullismo all’alberghiero di Finale, tre ragazzi denunciati”
Marco ha detto..
il 28 novembre 2007 alle 08:34

Speriamo che almeno questa volta ci sia una punizione esemplare.
Gente come questa non è degna di stare in un mondo civile. Stiamo sempre andando peggio: passiamo da momenti di goliardia generale (che è giusto che ci siano) a vere e proprie persecuzioni.
Viene ormai considerata una colpa essere uno studente serio e diligente: ne è un esempio l’episodio di qualche tempo fa di quel ragazzo che si è suicidato e ancora oggi non me ne sono fatto una ragione.
Sarebbe meglio che i genitori invece di protestare per le punizioni che vengono assegnate ai propri figli, si impegnassero a dare un’educazione migliore agli stessi. Sarebbe anche ora di finirla con questo permissivismo senza alcun controllo che ormai sta dilagando nella Scuola italiana.

Marco Ghisolfo
Membro Direttivo Forza Italia Loano
Commissario Forza Italia Giovani Loano

Giudice ha detto..
il 28 novembre 2007 alle 23:43

Concordo in pieno con quanto scritto da Marco. E’ ora di darsi una regolata e che i ragazzi imparino il rispetto tra i banchi di scuola, per la scuola e per gli altri. Da qui si inizia l’eduzione civica che, a quanto pare, sta scemando sempre più tra i giovani. Io mi rammarico e mi domando….. ma dove andremo a finire di questo passo??. E … i genitori dove sono?.

calsifer ha detto..
il 29 novembre 2007 alle 09:36

Purtroppo il bullismo è sempre esisitito. Io ho fatto il militare a metà degli anni 70 e posso dirvi che il fenomeno era dirompente, si chiamava nonnismo, allora. Ma nè i comandanti nè gli altri commilitoni cercavano di reprimerlo,..anzi! A volte veniva addirittura incoraggiato, si diceva servisse per diventare uomini…Per cui, credo che quanto avvenga oggi sia da confrontare con allora: cos’era che faceva scattare quella molla perversa? La noia. Ed è quella che oggi imperversa fra i giovani, visto che hanno tutto e più di tutto non si può avere. E manca il sacrificio, non è più possibile sognare, visto che basta chiedere per avere..così tutto il resto è noia.

milena d ha detto..
il 30 novembre 2007 alle 11:33

Ai giovani manca anche un’altra cosa: la speranza. Il sogno, la possibilita’ di immaginare il futuro, di vedersi un domani diversi e migliori, di realizzare se stessi. Di lottare, nel bene o nel male.

Hanno tutto, si’, e ancor piu’ di tutto: sono accontentati in ogni desiderio, hanno benessere, vestiti firmati, liberta’, sessualita’ precoce, divertimento (spesso stupido e incolore), possibilita’ di “sballo”…

Ma nient’altro. I valori morali non glieli da’ la scuola, non glieli da’ la famiglia. O a volte glieli da’ sbagliati: quanti commenti razzisti e omofobici buttati li’, per caso, magari in auto o a tavola, danno poi origine a questi comportamenti sbagliati? Ci si preoccupa magari di non dire parolacce davanti ai figli piccoli, ma non di pregiudizi e insulti piu’ o meno velati. E’ la societa’ che e’ malata e trasmette malattia.

Quanto al futuro, ogni giovane dentro di se’ piu’ o meno inconsciamente percepisce che gli andra’ ancora bene se le cose continueranno cosi’, senza scopo, contutto il superfluo e non il necessario, senza cambiamento. Perche’ il cambiamento, se ci sara’, sara’ necessariamente in peggio. Conosco adolescenti che sono letteralmente divorati dall’ansia, senza motivo apparente se non il bombardamento ansiogeno degli amici e dei media.

Non e’ bello abbandonare una generazione intera in questa condizione, fra defilippate, crisi e ignoranza.
Comunque, nel caso specifico, parlarne, chiarire con tutti i ragazzi, e destinare i colpevoli a lavori socialmente utili mi sembra un’ottima soluzione, da adottare piu’ spesso.

mauro.g ha detto..
il 30 novembre 2007 alle 15:28

Forse milena d ha ragione. Ma tra i punti da lei sottolineati a mio avviso ne mancano due: la voglia di assumersi impegni e la disciplina ( che in seguito diventa assenza di autodisciplina).
Certo, la noia invade tutti gli spazi, i quali vengono riempiti con atti di questo tipo (anche se questo atto di bullismo è un caso esasperato). E’ giusto, riprendendo l’intervento di Marco, riempire il tempo di questi ragazzi con lavori utili come ad esempio le pulizie straordinarie o perché no pulizie ordinarie in ausilio al personale addetto. E’ giusto punire i comportamenti non corretti purché si puniscano veramente. Mi auguro che non si segua quella starda che porta al buonismo ovvero a fargliela passare liscia.
Se a questi ragazzi non diamo punti fermi, come la certezza delle punizioni, non possiamo pretendere in futuro autodisciplina da loro. Essa è tutto in una società. Possono esserci mille leggi o regolamenti, ma se non c’è un obbligo morale in ogniuno di noi che le fa rispettare vengono regolarmente disattese.

Mentre al ragazzo che ha subito l’atto di bullismo vorrei dire che non deve sentirsi uno “sfigato” anzi tira su la testa e vai avanti. Se sentirai riderti dietro continua a camminare con sguardo fiero. Quello che hai subito passerà.

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