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Articolo n° 18281 del 01 Dicembre 2007 delle ore 09:55

Franco Battiato presenta ad Alassio il suo ultimo film

[thumb:4609:r:t=Franco Battiato]Alassio. Franco Battiato incontra il pubblico ad Alassio per presentare il suo terzo film, “Niente è come sembra”. Questa sera, sabato 1 dicembre, dalle ore 21,15, sarà presso il Cinema Ritz, dove verrà intervistato da Nicola Davide Angerame. Subito dopo verrà proiettato il film, presentato a ottobre alla Festa del Cinema di Roma, con successo di pubblico e di critica. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti.“A due anni di distanza – spiega Monica Zioni, assessore alla Cultura e al Turismo di Alassio – Franco Battiato torna ad Alassio, per presentare il film che chiude la sua trilogia, formata insieme a ‘Perduto Amor’ e ‘Musikanten’. Quest’ultimo film aveva già riscosso un grande successo ad Alassio. Battiato è un artista fuori dal comune, il cui successo si basa su una ricerca rigorosa nelle profondità dell’animo umano che trovano espressione in canzoni che coinvolgono tutti noi. I film sono un nuovo elemento d’interesse per conoscere la ricerca di questo inquieto indagatore dello spirito”.
“Franco Battiato è un artista totale – dichiara Nicola Davide Angerame, filosofo e critico, curatore dell’evento – e rappresenta oggi una delle voci più poetiche e sensibili di una cultura spiritualista che affonda le proprie radici nel sufismo e nella cultura mediorientale antica. Il percorso creativo e umano di quest’artista che ha attraversato i generi musicali, con la sua sperimentazione atipica, si riflette oggi nel suo cinema, scritto e diretto fuori dalle regole dei generi e del mercato. Per questo è tanto più interessante ascoltare la voce di un ‘dilettante colto’, come si potrebbe definire il Battiato che vive dietro la macchina da presa”.
Il terzo film di Franco Battiato prosegue il percorso di sintassi e linguaggio iniziato con il secondo film, “Musikaten”. E’ un linguaggio “à rebours” che si vuole distaccare in tutto e per tutto dal modo di fare cinema di oggi, anche e soprattutto nei contenuti: Battiato ci vuole rendere partecipi delle eccellenze di cui, in campo filosofico e teologico, ha avuto fortuna e piacere di fare la conoscenza.
La storia è strumentale a tale finalità: Giulio B., anche se in pensione, continua a esercitare la sua vecchia professione, insegnare “Antropologia culturale” presso l’Accademia di belle Arti di Brera. E’ ateo e ha una vera passione per le feste etnico-popolari. Dovunque ci sia una rappresentazione curiosa e intrigante, c’è lui a documentare, intervistare, e archiviare: è appunto il tentativo di assistere e riprendere una festa del fuoco di origini pre-cristiane che lo porta a smarrirsi in un bosco. Troverà riparo e ospitalità in una casa in cui si sta svolgendo un incontro singolare e lì sarà coinvolto in un’esperienza travolgente ed unica.


» Felix Lammardo

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