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Articolo n° 18291 del 01 dicembre 2007 delle ore 12:21

Loano, 800 alunni in piazza contro la pena di morte

[thumb:4688:r]Loano. Più di 800 alunni delle scuole elementari e medie, ieri pomeriggio, a Loano, hanno invaso gioiosamente piazza Italia. Insieme a loro c’erano insegnanti e genitori che hanno partecipato alla cerimonia di adesione alla campagna mondiale “Città per la vita, città
contro la pena di morte”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio.
Alle ore 16.00, dopo un corale conto alla rovescia i ragazzi e i bambini presenti all’iniziativa hanno liberato nel cielo ottocento messaggi contro la pena di morte attaccati ad altrettanti palloncini azzurri.
Contemporaneamente, Tarcisio Mazzeo, vice capo redattore del TG3 Rai Liguria, ha acceso il grande albero di Natale allestito nella piazza e il Palazzo Comunale si è illuminato d’azzurro.

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“L’azzuro” dice il sindaco di Loano Angelo Vaccarezza “è il colore che abbiamo scelto per aderire a questa giornata internazionale contro la pena di morte, che in Italia vede impegnate citta’ come Roma, Napoli, Firenze. Ogni volta che nel mondo sarà sospesa la pena capitale o uno Stao abolirà la pena di morte, il Palazzo Comunale sarà illuminto d’azzurro. Inoltre, da ieri è cambiata la cartellonistica all’ingreso della città, dove oggi compare un cartello con la scritta ‘Loano città per la vita – No alla pena di morte’. L’adesione alla campagna internazionale contro la pena di morte rappresenta la volontà di promuovere nella nostra città un momento di riflessione su questo tema. Condividiamo l’idea della Comunità di S. Egidio che la pena di morte rappresenti una violazione irrimediabile della sacralità della vita, che impoverisce e non difende le società che la applicano. E condividiamo anche la speranza che si realizzi nei confronti della pena capitale un processo simile a quello avvenuto per la tortura e la schiavitù, accettate a lungo in altre epoche da gran parte dell’umanità, ed oggi finalmente percepite come aberranti umiliazioni, non solo delle vittime, ma anche di chi le infligge”.


» Felix Lammardo

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