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Articolo n° 18289 del 01 dicembre 2007 delle ore 11:36

Savona, Mons. Lupi: il primo messaggio da vescovo

[thumb:4674:r]Savona. “Il compito che mi viene affidato è assolutamente sproporzionato alle mie forze, e ne ho  piena consapevolezza. Se ho osato accettarlo è solo per la fiducia nel Signore, nella Madre della Misericordia e in voi, nelle vostre preghiere: solo così potrò affrontare con serena speranza il compito che il Signore mi affida”.
Con familiarità e schiettezza monsignor Vittorio Lupi rivolge alla diocesi di Savona-Noli il suo primo messaggio da vescovo eletto. La sua ordinazione episcopale si prevede (ma attende conferma) domenica 27 gennaio nella Cattedrale di Sanremo, alla quale don Vittorio è affettivamente legato per avervi svolto il ministero di viceparroco.
Il suo ingresso a Savona, da concordare in questi giorni con l’amministratore diocesano monsignor Andrea Giusto, dovrebbe quindi avvenire ai primi di febbraio.

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Vi proponiamo di seguito il testo integrale dell’indirizzo di saluto del nuovo vescovo alla diocesi.

«La fiducia del Sommo Pontefice Benedetto XVI mi invia a voi quale successore degli Apostoli, per servire questa Chiesa antica, gloriosa, ricca di storia, di Santi, di Pontefici, benedetta dall’intervento e dalla presenza di Maria, Madre della Misericordia.
Tante probabilmente sono le attese che avrete nei miei confronti e tanti sono i pensieri che mi assillano in questo momento e che vorrei comunicarvi, ma uno in particolare mi preme parteciparvi: la Chiesa di Savona è la Sposa che il Signore mi ha dato, Voi siete la mia Sposa, che io già amo e a cui voglio dedicare tutta la mia vita senza riserve.
L’anello che mi verrà dato al momento dell’ordinazione episcopale sarà il segno evidente e costante di questa unione spirituale: ogni giorno lo avrò davanti agli occhi e mi ricorderà questa realtà di amore e questo mio impegno.
Consapevole che solo con l’amore si alimenta l’amore, desidero dedicare il periodo che il Signore vorrà farmi trascorrere con voi a conoscervi per poter percorrere insieme un tratto di strada che ci avvicini tra di noi e, soprattutto, al Signore.
Non mi nascondo che le difficoltà non potranno mancare, ma l’amore assume di volta in volta aspetti  diversi, e quando questi momenti si fanno più difficili, assume la caratteristica della “misericordia”, cioè capacità reciproca di perdonare, di essere fedeli nonostante le difficoltà, di amare gratuitamente.
Nella  parola  “misericordia” è la capacità di amare con la stessa tenerezza che ha Dio nei nostri confronti e nei confronti delle nostre miserie. E’ l’amore di Dio fedele, grande, costante, nonostante la nostra indegnità.
Savona è la terra in cui la Madonna è venuta ad annunciare proprio questo amore di Dio per noi, affinché anche noi possiamo scambiarcelo reciprocamente.
E’ un impegno per tutti, ma soprattutto per questa diocesi alla quale Maria ha voluto lasciare questo grande dono.
Venendo tra noi non ho particolari programmi, anche perché il vero programma lo ha stabilito Gesù stesso e la Chiesa lo indica al nuovo vescovo nel momento dell’Ordinazione:
Рa imitazione di Cristo il vescovo ̬ Servo: uomo di Dio e per Dio, uomo per gli altri, venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita impegnandola totalmente per gli altri e per la loro salvezza, a imitazione del suo Maestro;
– è Pastore: deve conoscere, difendere, guidare il suo gregge, radunandolo nell’unico ovile e ricercare con predilezione chi è smarrito e lontano;
Р̬ Sacerdote: deve congiungere in comunione di vita gli uomini con Dio e gli uomini tra di loro e, sulle orme di Cristo, deve essere modello di tutti coloro che mettono la loro vita a servizio di Dio e dei fratelli
Р̬ Maestro: chiamato a diffondere la Parola di Dio, che ̬ guida e vita per tutti gli uomini, restando fedele al Magistero della Chiesa.
E ora permettete che vi faccia una confidenza: il primo sentimento che ho provato nell’apprendere l’incarico che mi veniva affidato è stato di grande turbamento: dovevo dare una risposta in tempi brevi, ma il peso della responsabilità mi opprimeva, la consapevolezza dei miei limiti mi schiacciava, d’altra parte non volevo essere  codardo fuggendo da un incarico che non avevo cercato e che mi veniva affidato.
Sentivo il desiderio di riflettere in silenzio e nella preghiera, con calma, in libertà, davanti al Signore, per poter discernere la Sua  volontà nei miei confronti in questa circostanza.
Fu così che decisi di fare un pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Misericordia, per chiedere luce e conforto. Pensavo “la Madonna ha scelto Savona per manifestarsi, a chi posso rivolgermi, se non a Lei, e nel luogo in cui si è manifestata??
Ero stato al Santuario molti anni fa, da bambino e ne avevo un vago ricordo, speravo di trovare una Chiesa semideserta, nella penombra, ove poter pregare con tranquillità, ma ero giunto nell’orario della Messa e ho trovato un gruppo di fedeli e la Messa iniziata. Devo confessare che la cosa mi ha un po’ disturbato: vedevo compromesso il raccoglimento di cui avevo estremo bisogno.
La Messa era giunta alla preghiera dei fedeli e sentivo le varie intenzioni susseguirsi, quando, prima della conclusione, sentii il sacerdote celebrante aggiungere un’intenzione che suonava pressappoco così: ”Ti preghiamo per il nuovo vescovo, assistilo, illuminalo e fa che possa giungere presto a guidare con forza e saggezza la nostra diocesi”.
La cosa mi ha commosso profondamente, e ho pensato : c’è una diocesi che prega per me, come posso io dire di no, ripiegato sulle mie paure e le mie debolezze? Posso aver paura se c’è tutta una Chiesa che prega per me? E mi è venuto in mente l’episodio degli Atti degli Apostoli in cui Erode, dopo aver fatto uccidere Giacomo fece arrestare anche Pietro consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno. Pietro dunque era tenuto in prigione, mentre una preghiera saliva incessantemente a Dio dalla Chiesa per lui.  E in quella notte, quando poi Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alla porta le sentinelle custodivano il carcere. Ed ecco gli si presentò un angelo del Signore … lo destò e disse ”Alzati in fretta!”. E le catene gli caddero dalle mani . . ed egli si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, dove si trovava un buon numero di persone raccolte in preghiera. ” (Atti, 12, 1-12)
Mi sono detto: “se c’è una chiesa che prega per me, le catene dei miei limiti, della mie paure, dei miei difetti cadranno, e se ci sarà una chiesa che pregherà per me e con me, non dovremo aver paura di nessuna difficoltà”.
Il compito che mi viene affidato è assolutamente sproporzionato alle mie forze, e ne ho  piena consapevolezza. Se ho osato accettarlo è solo per la fiducia nel Signore, nella Madre della Misericordia e in voi, nelle vostre preghiere: solo così potrò affrontare con serena speranza il compito che il Signore mi affida. Confido nella preghiera dei sacerdoti che, ogni giorno, nella celebrazione della S. Messa ricorderanno il legame che ci unisce, nei religiosi e nelle religiose, negli ammalati e nei sofferenti in tutti coloro che non contano agli occhi degli uomini, ma sono preziosi agli occhi di Dio.
Oggi il Sommo pontefice ci ha fatto dono di un’enciclica sulla speranza: la speranza che ha le sue radici in Dio, nella Sua volontà di salvarci e nella Sua fedeltà; iniziamo il nostro cammino con questa speranza che non delude.
A tutti un forte abbraccio nel Signore e la mia prima benedizione. Mons. Vittorio Lupi».

        


» Felix Lammardo

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