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Articolo n° 18351 del 03 Dicembre 2007 delle ore 14:55

Al San Paolo nuova applicazione per i malati di Parkinson

[thumb:94:r]Savona. All’ospedale S. Paolo di Savona è stato impiantato, in una paziente affetta da grave forma del morbo di Parkinson, un sistema che consente la somministrazione diretta nel duodeno della levo-dopa, il farmaco attivo in questa patologia. E’ il primo intervento di questo tipo che viene effettuato in Liguria nell’ambito di un’attività multidisciplinare che ha coinvolto il Team Nutrizionale,  la Neurologia e l’Unità di Medicina e Cure Intermedie (MICI), dove la paziente è stata ricoverata.
“Il dispositivo - dice il dottor Francesco De Merra dell’ambulatorio per il Parkinson – permette di far pervenire la levo-dopa direttamente nella sede di assorbimento in maniera costante annullando il pericolo dei terribili blocchi motori cui possono andare incontro i pazienti in fase avanzata di malattia”.
Il dottor Giancarlo Gobbi del Team Nutrizionale-Rianimazione tende tuttavia a precisare che “tale tecnica è utile solo nei casi avanzati e veramente gravi e che la metodica sarà sicuramente migliorata nel prossimo futuro”.
Le dottoresse Valentina Sguerso, Sandra Buscaglia e Paola Gnerre del Team Nutrizionale e del MICI, che hanno seguito per quasi due mesi il caso clinico, sottolineano quanto la terapia sia, comunque, ad alto costo e va proposta solo in casi ultraselezionati.
Tenuto conto, però, del fatto che la metodica è reversibile e costituisce una validissima alternativa all’intervento chirurgico, la stessa appare molto più interessante sia in termini di costi globali che di rapporto rischio-beneficio.


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