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Articolo n° 18442 del 05 dicembre 2007 delle ore 14:44

Savona, il vescovo Lupi si presenta al clero

[thumb:4665:r]Savona. “La Sposa che il Signore mi ha preparato è bella e me ne sto innamorando: i primi incontri, le prime telefonate, i primi messaggi me la fanno scoprire in tutta la sua bellezza, mi rivelano il suo amore e le sue attese e me la fanno amare. L’ho amata e ho pregato per lei anche quando ancora non la conoscevo e continuerò ad amarla e a pregare per lei anche se domani ci fossero momenti di tensione e di sofferenza com’è normale che avvenga in tutti i tipi di convivenza”. Si presenta così ai preti savonesi, con una diretta e toccante lettera, il neo vescovo di Savona-Noli Mons. Vittorio Lupi, il quale, nonostante la sua assenza fisica al ritiro del clero, non ha voluto far mancare il suo saluto. Nel darne lettura questa mattina, l’amministratore diocesano monsignor Andrea Giusto ha annunciato ai confratelli due date in parte già note: domenica 27 gennaio l’ordinazione episcopale di monsignor Lupi a Sanremo e domenica 24 febbraio l’ingresso a Savona con l’Eucaristia della III di Quaresima in Cattedrale. Nella missiva, il vescovo esprime il forte desiderio d’incontrare prima possibile i presbiteri “per crescere con voi e con le vostre comunità”.
Molto fraterne le credenziali che monsignor Lupi espone ai sacerdoti: “Il titolo principale col quale mi presento a voi è che ho trascorso venticinque anni della mia vita in parrocchia e conosco bene le gioie e le sofferenze, le soddisfazioni e le difficoltà dei sacerdoti. Gli altri anni della mia vita sacerdotale li ho trascorsi al fianco dei sacerdoti nella preparazione dei seminaristi”. Il ritiro spirituale odierno del clero era predicato da don Michele Cavallero, rettore del Seminario interdiocesano di Genova, dove studiano insieme i seminaristi di Savona-Noli, Ventimiglia-Sanremo e Chiavari, oltreché del capoluogo.
“La mia presenza in mezzo a voi – prosegue nella lettera il vescovo – sarà molto semplice; non sono un teologo, non ho fatto studi particolari, esprimo con semplicità quello che ho nel cuore. So che tra voi ci sono sacerdoti preparati, dotti, capaci, e questo mi dà grande gioia e un grande conforto, perché mi fa intravedere che insieme potremo fare un buon lavoro per la crescita nella fede e nell’amore della nostra chiesa locale”. La parola-chiave del ministero del futuro presule è, come sottolinea lui stesso, “insieme”.
La lettera si conclude con un impegno: “Nel primo periodo della mia permanenza tra voi vorrò dedicarmi all’ascolto, alla conoscenza delle persone, delle realtà, delle realizzazioni e dei problemi. E’ un momento molto delicato e importante, un momento in cui chiedo tutta la vostra collaborazione per farmi entrare nella conoscenza vera della realtà della diocesi. Chedo, ma sono certo che sarà così, che i nostri rapporti siano sempre improntati a cordialità e schiettezza, chiedo che possiamo sempre guardarci negli occhi con lealtà e disponibilità reciproca, chiedo un rapporto personale sincero, anche se quanto direte potesse farmi soffrire”.
“Non si può non voler bene ad un vescovo così”, ha commentato don Giusto ripiegando la lettera ed aggiungendo di averlo visto, durante l’incontro dell’altro ieri, “commosso, estremamente dolce, attento alle persone”. L’amministratore diocesano ha raccontato inoltre che monsignor Lupi, prima di recarsi al Santuario, era anche entrato in incognito nella Cattedrale, per prenderne visione. E ha concluso invitando i preti a un segno concreto di vicinanza al nuovo vescovo: segnalare persone in grado di svolgere servizio domestico presso di lui in Vescovato.


» Felix Lammardo

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