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Articolo n° 18520 del 07 Dicembre 2007 delle ore 11:37

Domani al via la mostra di foto d’epoca “Finale in Famiglia”

[thumb:4720:r]Finale Ligure. Sono 360 le foto d’epoca di Finale Ligure che saranno esposte dall’8 dicembre al 6 gennaio all’Oratorio de’ Disciplinanti del complesso monumentale di Santa Caterina in Finalborgo. Si tratta di foto messe a disposizione dalle famiglie finalesi per chiudere degnamente i festeggiamenti per l’Ottantesimo di fondazione del Comune. Volti antichi, personaggi scomparsi, paesaggi molto diversi da quelli odierni, vecchie costruzioni, costumi e usanze dimenticate, prospettive e punti di vista “nuovi”, sono solo alcune delle cose che si potranno scoprire visitando la mostra “Finale in Famiglia”, che rivela un volto inedito della cittadina costiera.
Il Comune di Finale Ligure nacque nel 1927, sulla spinta del centralismo amministrativo fascista, dall’unificazione dei Comuni di Finalborgo, Finalmarina e Finalpia, che a loro volta, fra il 1869 e il 1877, avevano già annesso altri quattro centri minori (Calvisio, Gorra, Perti e Varigotti), in base alle norme previste dalla legge comunale e provinciale del 1865. Per ricordare l’ottantesimo sono state organizzate nel corso del 2007 numerose iniziative. Fra queste: la mostra che sarà inaugurata domani e la canzone “Finalmente”, composta per l’occasione dal maestro Paolo Venturino ed eseguita per la prima volta in forma ufficiale domenica scorsa nell’Auditorium di Santa Caterina.
“Finale in famiglia” è nata da un’idea del sindaco Flaminio Richeri che all’inizio dell’anno aveva lanciato ai suoi concittadini l’invito “a mettere a disposizione del Comune foto degli anni passati, che ritraggano persone o momenti di vita famigliare sullo sfondo di scorci o angoli della nostra splendida città per sottolineare la ricorrenza dell’Ottantesimo”.
“In molti hanno risposto con entusiasmo alla proposta mettendo a disposizione le fotografie delle loro collezioni private. – dicono i curatori della mostra, il fotografo Emilio Rescigno e il direttore della Biblioteca finalese Flavio Menardi - Alcuni si sono fatti avanti subito, anche a più riprese, portando foto sciolte di tutte le dimensioni, album, raccoglitori; altri sono arrivati solo pochi giorni prima dall’inaugurazione della mostra, e sicuramente qualcuno ancora custodisce  immagini preziose e noi lo attendiamo fiduciosi. Le fotografie pervenute sono svariate centinaia, a volte ottimamente conservate a volte meno, alcune sono molto antiche (le più vecchie sono datate 1870!), altre sono più recenti, risalendo agli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Tutte sono interessanti, molte assolutamente sorprendenti. Non è stato per nulla facile selezionare quelle da esporre. Moltissime immagini avrebbero meritato d’essere proposte ma abbiamo dovuto scegliere perché lo spazio ed il tempo non erano illimitati. Possiamo tuttavia affermare, sin d’ora, che esiste materiale sufficiente per allestire, magari fra qualche tempo, un’altra mostra: “Finale in famiglia parte seconda”.
“In ogni caso – proseguono - le fotografie, sono o saranno restituite ai proprietari a mostra conclusa ma, prima, saranno passate alla scansione digitale e archiviate, andando ad arricchire il progetto varato nel 2006 dalla Biblioteca Mediateca Finalese intitolato “Banca delle Immagini” dove chiunque può depositare sotto forma digitale un’immagine (fotografia, disegno, illustrazione, quadro, stampa, ecc.) per contribuire alla conservazione della realtà iconografica del Finalese. Anche per questi motivi e con questo spirito abbiamo deciso di sottotitolare la mostra: “Viaggio nella memoria attraverso antiche immagini tratte dalle collezioni dei finalesi”. Il lavoro di allestimento di “Finale in famiglia” non andrà perduto ma sarà conservato nella “Banca” come qualcosa di veramente prezioso: le immagini fotografiche hanno infatti un’importanza particolare perché completano la nostra conoscenza del passato in modo non solo intellettuale ma anche emotivo, in un modo che documenti d’altro tipo non possono fare. Il nostro lavoro di curatori – concludono – è stato sostenuto da questa convinzione e da una grande passione: scegliendo le immagini con scrupolo e attenzione, manipolando con rispetto le vecchie fotografie, abbiamo vissuto per primi forti emozioni: ora le proponiamo con gioia al visitatore”.
La mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio con orario: dalle 15 alle 20, chiuso il martedì. L’ingresso è libero.


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