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Articolo n° 18710 del 12 dicembre 2007 delle ore 13:23

Albenga città episcopale: convegno sulle indagini archeologiche

Albenga. A poco più di un anno dalla realizzazione ad Albenga, settembre 2006, del convegno internazionale: “Albenga città episcopale. Tempi e dinamiche della cristianizzazione tra Liguria di Ponente e Provenza”, e della tavola rotonda: “Il battistero delle terme. Dati di scavo e chiavi di lettura” – presieduta da Letizia Pani Ermini e dedicata ad Anna Maria Giuntella docente di Archeologia Medievale all’Università di Chieti, recentemente scomparsa – sabato 15 dicembre alle ore 16 nella Sala degli Stemmi del Palazzo Vescovile di Albenga verranno presentati gli atti del convegno e della tavola rotonda (due volumi a colori, circa mille pagine editi dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri euro 100; euro 70 alla presentazione).
Ciò è stato possibile, come la realizzazione di tutto il progetto, grazie alla disponibilità di enti pubblici e privati, in particolare delle fondazioni bancarie De Mari di Savona, Carige di Genova, Compagnia di San Paolo di Torino.
Nei due volumi, a cura di Mario Marcenaro dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, hanno trovato ampio spazio, con illustrazioni a colori, i saggi di studiosi italiani, francesi, svizzeri e tedeschi che spaziano dai più antichi documenti testuali e archeologici, relativi alla prima cristianizzazione tra l’Italia Annonaria (in pratica tutta l’Italia settentrionale) e la Provenza, e focalizzano poi l’attenzione sulle più recenti scoperte archeologiche: i battisteri di Riez, di Cimiez, di Aiaccio in Francia; di Barcellona in Spagna; di Aosta in Italia.
Una parte corposa e importante è dedicata ad Albenga nell’antichità e alle ultimissime scoperte: ricordiamo solo quelle effettuate dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici in piazza delle Erbe – dove sono riemersi i resti della chiesa di San Teodoro e una epigrafe su tegola, datata al V secolo, strettamente legata alla prima evangelizzazione della città , in quanto ricorda il diacono Giusto – e quella del fonte battesimale “delle terme” lungo il fiume Centa. Ma i volumi contengono anche saggi sulla cattedrale con ampi riferimenti alle basiliche paleocristiane di San Clemente, San Calocero, San Vittore; e una analisi puntuale sulla falda d’acqua che in passato allagava periodicamente il battistero e che ancora oggi impedisce qualsiasi scavo archeologico in profondità; un altro saggio è dedicato ai restauri di Alfredo dAndrade, primo Soprintendente di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, e del suo intelligente assistente Angelo De Marchi.
Tuttavia la grande novità è rappresentata dal saggio dedicato agli scavi del battistero “monumentale” dove, come hanno scritto recentemente i giornali, è stato riportato alla luce, al di sotto di quello datato da sempre al V-VI, un fonte battesimale ottagono, assegnato al V secolo, completamente rivestito in lastre marmoree.
A conclusione i volumi degli atti riportano il dibattito sul battistero “delle terme” dei molti studiosi intervenuti al convegno.
A questi volumi ne seguirà un terzo, completamente dedicato agli scavi archeologici all’interno del battistero “monumentale” della cattedrale e all’intervento operativo che l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, istituto statale di livello internazionale che si occupa di restauro – ha realizzato sul fonte di VI secolo, intervento che ha permesso poi agli archeologi dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri di giungere alla sorprendente scoperta del fonte dove certamente impartivano il battesimo i primi due presuli di Albenga, i vescovi Quinzio e Benedetto, il primo presente nel 451 ad un sinodo provinciale a Milano, il secondo ricordato in una epigrafe del V secolo dove viene definito Albinganensis episcopus.


» Felix Lammardo

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