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Articolo n° 18812 del 14 Dicembre 2007 delle ore 10:33

Ferrovie: “ritardi non imputabili ai singoli ferrovieri”

In riferimento ” lettera aperta di un pendolare alle ferrovie” (leggibile qui), si evince il basso standar di puntualità delle F.S., ma non imputabili alle prestazioni dei singoli ferrovieri, ma ad una inadeguata politica dei trasporti.
Il tapino capo stazione (di Albenga  in questo caso) che non ha potuto autorizzare la salita dei viaggiatori sull IC in questione ha dovuto ottemperare ad ordini superiori.
Come può immaginare il viaggiatore che denuncia il caso, che un lavoratore si diverta a creare disservizi?
Senza ombra di dubbio il viaggiatore in oggetto è soggetto ad operare in codesto modo.
Augurare del male a chiunque é sintomo di inciviltà.
Spero che il viaggiatore in oggetto, abbia ALMENO il buon senso di chiedre scusa per iscritto al capo stazione di Albenga, per la frase SCRITTA.
Buon viaggio per gli altri 365 giorni.

Harriet


» Redazione

2 commenti a “Ferrovie: “ritardi non imputabili ai singoli ferrovieri””
Simone Anselmo ha detto..
il 14 Dicembre 2007 alle 18:58

Non deve solo chiedere scusa al capo stazione di Albenga ma anche a tutti gli africani accusati di non pagare il biglietto e di puzzare.
D’ altronde per non mi aspetto le scuse da qualcuno che spera che si altri spendano i soldi in medicine.

lui la plume ha detto..
il 15 Dicembre 2007 alle 13:10


Bisogna mantenere il rispetto per chiunque e questo atteggiamento deve essere reciproco.

Un esempio: le rare volte (per mia fortuna) che entro in quella stazione “poco bella”, mi trovo in difficolta’ a capire cio’ che la persona all’altoparlante urla senza alcun riguardo per chi dovrebbe capire.

Non e’ una cosa gravissima me costringe a recarsi a quardare il piano aggiornato, basterebbe esaminare in modo critico il proprio operato per migliorarlo.

Basterebbe poco per controllare ed invitare i propri colleghi a lavorare meglio per rendere “servizio” il proprio “evidentemente odiato” lavoro e migliorare la vita al nostro pubblico, la “cortesia” va’ sentita piu’ che dichiarata in pubblicita’ fine a se’ stessa.

Ovviamente questo vale per tutte le attivita’ ma in particolare per quelle a contatto con il pubblico in ambienti gia’ carenti per deficienze strutturali dovute ad una gestione “in perdita”.

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