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Articolo n° 18800 del 14 dicembre 2007 delle ore 08:17

Spotorno ricorda Sbarbaro con un convegno, un libro e due mostre fotografiche

[thumb:4781:r]Spotorno. “Sbarbaro, estroso fanciullo, piega versicolori / carte e ne trae navicelle che affida alla fanghiglia / mobile d’un rigagno; vedile andarsene fuori. // Sii preveggente per lui, tu galantuomo che passi: / col tuo bastone raggiungi la delicata flottiglia, / che non si perda; guidala a un porticello di sassi”: sono questi gli ormai celebri versi dell’epigramma che Eugenio Montale dedicò nella sua prima raccolta di liriche (Ossi di seppia, 1925) all’ispirato amico poeta dalla personalità complessa e apparentemente schiva. Spotorno a quarant’anni dalla sua scomparsa omaggia anch’esso la memoria di uno dei sui più illustri cittadini di adozione dedicando venerdì 14 e sabato 15 dicembre all’opera in versi e in prosa di Camillo Sbarbaro (Santa Margherita 1888 – Spotorno 1967) e alla sua figura di scrittore un convegno nazionale. Sabato, al termine del convegno, sarà inoltre presentato il carteggio di Sbarbaro con Lucia Rodocanachi, la colta letterata che dagli anni trenta tenne nella sua villa di Arenzano un frequentatissimo salotto artistico-letterario (il volume Camillo Sbarbaro – Lettere a Lucia 1931-1967, San Marco dei Giustiniani, Genova 2007, è stato curato da Davide Ferreri) e verranno inaugurate le mostre fotografiche di Fernando Galardi (Camillo Sbarbaro e i licheni) e di Roberto Croce (Un orto di Spotorno), che rimarranno aperte dal 14 al 20 dicembre 2007 (orario: 17-19,30; ingresso libero).
Nel pomeriggio di venerdì 14 dopo i saluti istituzionali del sindaco Bruno Marengo, del presidente della Fondazione “A. De Mari”-CARISA e degli assessorati alla cultura della Regione e delle province di Savona e Genova che hanno patrocinato l’evento, sarà Gian Luigi Beccaria a introdurre intorno alle 15.30 nella Sala Convegni Palace la prima sessione del convegno al quale prenderanno parte valenti italianisti di chiara fama e studiosi dell’opera di Sbarbaro. Seguiranno gli interventi di Giulio Ferroni (L’arida meraviglia. Sbarbaro nella poesia del Novecento), Paolo Zublena (La lingua poetica di Camillo Sbarbaro), Marco Vallora (Visività in Sbarbaro e Lalla Romano traduttori di Flaubert) e Federica Merlanti (Immagini di Sbarbaro nel Novecento); a conclusione della giornata, saranno assegnati i premi alle migliori tesi di laurea dedicate a Camillo Sbarbaro.
Nella mattinata di sabato 15 interverranno invece, a partire dalle ore 9.30, Franco Contorbia (Camillo Sbarbaro quarant’anni dopo), Antonello Perli (Sbarbaro prosatore fra tradizione francese e avanguardia italiana), Pasquale Guaragnella (Camillo Sbarbaro e la prosa della Grande Guerra), Simone Giusti (Sbarbaro narratore: modelli e invenzioni), Paolo Zoboli (“Tratto fuor di me stesso”. La “lugubre marionetta” e l’excessus mentis), Pietro Benzoni (Scampoli d’autorialità. Note su Sbarbaro traduttore dal francese) e Enrico Testa (Il lirismo etico di Sbarbaro). I lavori riprenderanno nel pomeriggio alle 15.30 con le relazioni di Simona Morando (Sbarbaro e i pittori), Giampiero Costa (Un treno per Spotorno. Tra le carte sbarbariane dell’Archivio Scheiwiller), Silvio Riolfo Marengo (Congedo) e Davide Ferreri (Tra le carte di un dolce nichilista). Le conclusioni di questa due giorni di studi sarà infine affidata a Vittorio Coletti.


» Fabrizio Pinna

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