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Articolo n° 19025 del 19 dicembre 2007 delle ore 17:01

Fondazione De Mari Carisa, 112 capolavori in ceramica: un nuovo museo a Savona

[thumb:4829:r]Savona. Con l’acquisizione per alcune centinaia di migliaia di euro da parte della Fondazione De Mari Carisa della storica collezione Bixio, tornano a Savona 112 capolavori di arte ceramica. La ricerca, il recupero e la restituzione alla città di opere di valore artistico e storico legate a Savona, sono da sempre alla base della filosofia della Fondazione. Questa iniziativa si inserisce infatti in quell’ottica di ricomposizione del patrimonio savonese, spesso disperso geograficamente in luoghi e Paesi diversi, secondo la quale la Fondazione De Mari opera fin dalla sua costituzione.
E poi la novità, come ribadito anche dall’assessore alla cultura del Comune di Savona Ferdinando Molteni, di realizzare a breve un nuovo polo museale della ceramica, per i savonesi ma soprattutto per turisti e visitatori della città della Torretta.
La collezione dei coniugi genovesi Bixio è l’ultimo esempio di collezione storica di ceramiche savonesi, documentata nella memorabile Mostra dell’antica maiolica ligure dal secolo XVI al XVIII tenutasi in Palazzo Reale a Genova, nel 1939. Al successo dell’iniziativa hanno contribuito la passione dell’avvocato Giuseppe Buscaglia, storico dell’arte e consulente della Fondazione, unite alla strategia e all’efficace operato del Presidente Luciano Pasquale e degli organi della Fondazione De Mari.
L’“avvistamento” della collezione da parte della Fondazione risale a due anni or sono, quando si intravvede la possibilità di iniziare una trattativa per una futura acquisizione. All’inizio del 2007 si manifestano i presupposti per l’acquisto della collezione, che si concretizza e si formalizza proprio poche settimane fa, a inizio dicembre. Così, finalmente, dopo alcuni secoli di assenza dai loro luoghi e dalle loro fornaci di origine, 112 ammirevoli maioliche savonesi sono riapprodate a Savona.
La collezione consiste di 112 pezzi, accomunati da caratteri di notevole omogeneità stilistica e di grande pregio storico artistico. Essi vengono definiti come “ceramica savonese” poiché, da un punto di vista storico-artistico, l’attributo “savonese” si riferisce a tutta la maiolica di provenienza ligure, non soltanto a quella proveniente dai laboratori di Savona o Albissola, che hanno però determinato i caratteri stilistici di tutta la ceramica di quest’area geografica. La Collezione Bixio si presenta come una serie organica di maioliche liguri che si estende attraverso tre secoli. È costituita da alcuni esemplari di ceramica calligrafica a volute del XVI secolo a cui segue un ricco repertorio di idrie, bottiglie, vasi, brocche e piatti del XVII e del XVIII secolo, espressione di differenti stili decorativi. Numerose le maioliche seicentesche con decorazioni calligrafico-naturalistiche, che presentano scene di caccia, cervi, cerbiatti e uccelli, inseriti in paesaggi o armonizzati con motivi vegetali e floreali. Un’altra linea stilistica si sviluppa nella maiolica ligure del Seicento, a partire dall’imitazione di elementi della porcellana cinese. Si tratta del cosidetto stile “a tappezzeria”, caratterizzato dal disseminarsi dei singoli elementi – foglie, fiori, tralci, farfalle – con una certa simmetria e regolarità sulla superficie ceramica. Questo tipo di decorazione contraddistingue diversi esemplari della collezione, realizzati tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo: sono vasi, alzate e grandi piatti, spesso marcati con lo stemma di Savona. Allo stesso periodo appartiene un numeroso gruppo di ceramiche caratterizzate da scenografie barocche, secondo lo stile Guidobono. Si tratta di brocche, vasi, idrie e grandissimi piatti, contraddistinti da grande ricchezza e fasto decorativo. Un’altro nucleo di ceramiche del XVIII secolo presenta una varietà iconografica ascrivibile all’influenza del pittore savonese Giovanni Agostino Ratti, che nella produzione savonese determinerà l’introduzione, accanto al tradizionale bianco-blu, del decoro in policromia con innovativi modelli stilistici ancora oggi ripresi con successo nelle manifatture di Albisola. Da segnalare due esemplari di fine Settecento che per la qualità artistica e la raffinatezza stilistica rappresentano le punte di eccellenza della collezione: si tratta di una zuppiera policroma, completa di coperchio e guantiera e di una coppia di putti portafiori, realizzati e firmati da Giacomo Boselli, uno dei nostri più geniali interpreti del gusto tardosettecentesco d’ispirazione francese.
La relazione della competente Sovrintendenza evidenzia il pregio e l’unicità di questa collezione almeno da tre punti di vista: in primo luogo per il valore artistico degli esemplari, alcuni dei quali, per virtuosismo e raffinatezza stilistica, costituiscono delle pietre miliari nel patrimonio della ceramica savonese; in secondo luogo per il suo valore storico, in quanto si tratta di una collezione già nota agli studiosi, i cui pezzi, schedati catalogati e registrati in importanti esposizioni, tra cui la memorabile Mostra dell’antica maiolica ligure dal secolo XIV al XVIII tenutasi a Genova nel 1939, hanno fatto la storia della maiolica ligure; infine per il valore di organicità e unità stilistica che la Collezione Bixio presenta, tanto da costituire uno specchio esemplare dello sviluppo storico della ceramica savonese tra XVI e XVIII secolo.

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Poiché la maiolica savonese è uno degli aspetti più significativi e fondanti dell’identità storico artistica del territorio savonese, l’acquisizione, da parte di Fondazione De Mari della Collezione Bixio rappresenta un ulteriore passo verso la ricomposizione di un patrimonio storico-culturale importante per Savona. Un’acquisizione doppiamente significativa, anche perché, come già anticipato, si pone come punto di partenza per il processo di costituzione di un nuovo museo specificamente dedicato alla ceramica savonese.

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