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Articolo n° 18984 del 19 dicembre 2007 delle ore 08:45

Regione, duro confronto sulla sanità

Regione. Al termine dell’ampio dibattito seguito alle comunicazioni del presidente della Giunta Claudio Burlando sulla sanità, con 24 voti favorevoli, 9 contrari e un astenuto (Rosario Monteleone, L’Ulivo) è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Claudio Gustavino, L’Ulivo) che impegna la Giunta a rendere disponibili, attraverso gli uffici regionali, tutti gli atti richiamati durante il dibattito sulla dichiarazione del Presidente della Giunta a proposito dell’inchiesta giornalistica sulle nomine sanitarie. Il documento ricorda che le nomine dei direttori di struttura complessa del Servizio sanitario regionale non hanno mai dato atto a ricorsi al Tar “che, viste le illazioni della stampa e dell’opposizione sull’irregolarità delle procedure, avrebbero dovuto piovere a raffica da parte degli interessati”.
Anche in considerazione di questo fatto, il presidente ha dichiarato: “Gli uffici della Regione hanno ritenuto le affermazioni pubblicate dai giornali nei miei confronti lesive dell’istituzione che rappresento e quindi depositerò un atto formale”.
La maggioranza di centro sinistra, con l’eccezione di Rosario Monteleone (L’Ulivo) che ha votato a favore ha quindi respinto con 24 voti contrari e 10 favorevoli del centro destra un ordine del giorno (primo firmatario Gianni Vincenzo Plinio, An) che proponeva di istituire una commissione di inchiesta per accertare la regolarità delle procedure relative alle nomine e ai concorsi sanitari.
Per quanto riguarda i presunti favoritismi nella creazione del reparto foniatria Burlando ha detto di essere “sconcertato per la cattiveria dimostrata in alcune denunce, che fra l’altro secondo i dati che mi sono stati forniti sarebbero infondate: i pazienti che si sarebbero rivolti alla struttura non sarebbero 200 come scritto come da taluni organi di stampa, ma oltre cinquemila e la coda per accedervi è lunga un anno. Se questi dati sono veri, lo spazio assegnato alla struttura forse non è troppo”. Il presidente della Giunta Claudio Burlando si è detto pronto – come richiesto da taluni esponenti dell’opposizione e da Claudio Gustavino capogruppo dell’Ulivo) – a modificare le procedure di nomina utilizzando con l’ausilio di internet l’esperienza seguita per la nomina del presidente dell’autorità portuale: “ogni candidato si è presentato in modo trasparente e coinvolgente” In proposito Burlando ha ipotizzato un’apposita direttiva della Giunta. Mettiamo insieme 10 idee in cui accogliamo il succo della discussione e cerchiamo di capire se, senza tornare alla gestione elitaria, possiamo trovare un criterio per scegliere il meglio, introducendo gli elementi citati da Gustavino. Dobbiamo trovare meccanismi sempre più oggettivi per la scelta”. Per quanto riguarda le sollecitazioni a risolvere disfunzioni come quelle di foniatria, Burlando ha affermato di avere il diritto e il dovere di farle “in particolare se riguardano la sanità che è un bene primario per i cittadini. Ogni volta che ricevo delle segnalazioni di problemi, anche tramite le interpellanze dell’opposizione, le trasmetto a chi ha la competenza di risolverli. Non mi sono prestato a favoritismi di persone o schieramenti. Per quanto possibile invito i direttori generali a non subire pressioni. La collocazione delle persone non è cosa di cui debba occuparsi un uomo politico. Inoltre il reparto di Foniatria è stato allargato con un atto del 2004, quando non ero presidente della Regione e che ancora oggi non funziona. E’ questo lo scandalo che andrebbe denunciato”.
Prima delle conclusioni di Burlando, nell’ampio dibattito sono intervenuti: Nicola Abbundo (Udc), Vincenzo Gianni Plinio (An), Matteo Marcenaro (Udc), Antonino Miceli (L’Ulivo), Franco Orsi (Forza Italia), Vincenzo Marco Nesci (Rifondazione comunista), Sandro Biasotti (Per la Liguria), Matteo Rosso (Forza Italia), Franco Bonello (Unione a sinistra), Luigi Morgillo (Forza Italia), Claudio Gustavino (L’Ulivo), Francesco Bruzzone (Lega Nord per la Liguria), l’assessore alla salute, Claudio Montaldo
Nicola Abbundo (Udc) ha denunciato il fatto che per la seconda volta Claudio Burlando non ha fatto un intervento da presidente della Giunta ma si è basato su fatti personali. Abbundo poi ha sottolineato le disfunzioni del 118 chiedendo che diventi un’azienda a sé stante e ha polemizzato: “la Giunta ha presentato un piano di riorganizzazione dove si parla di accorpamenti e chiusure. Spero che nei prossimi anni non ci siano più interventi sul personale”.
Vincenzo Gianni Plinio (Alleanza Nazionale) ha giudicato quella di Burlando “una divagazione che non è riuscita a dare risposte precise alle accuse del professor Edoardo Berti Riboli e del professor Marmont se non si può discriminare una persona per le sue idee politiche, non la si può nemmeno favorire. Se Burlando non darà vita ad una commissione d’inchiesta vuol dire che ha qualcosa da nascondere”.
Matteo Marcenaro (Udc) ha detto che Burlando nel suo intervento “sembrava Alice nel paese delle meraviglie, ha detto che sono stati risanati i conti in sanità: ma non è vero”.
Antonino Miceli (L’Ulivo) si è detto dubbioso che il sistema precedente al 15 septies del ‘92 con procedure concorsuali per titoli ed esami funzionasse meglio: “aveva dei buchi grossi come case e i favoritismi si sprecavano. Nel ’92 è stato attribuito tutto il potere al direttore generale che sceglie sulla base di una terna. Forse ha troppo di potere, ma questo è bilanciato dal fatto che gli incarichi non sono più a vita, ma quinquennali. Nel 2006 questo sistema è stato ancora corretto con l’introduzione di una serie di norme che andava a limitare i poteri del direttore generale e fissava il limite massimo di esercizio a 67 anni. Non vorrei che tutto questo dibattito fosse il frutto di quest’ultima norma”.
Franco Orsi (Forza Italia) ha detto: “L’intervento del presidente della Giunta Claudio Burlando mi è sembrato uno straordinario “pool”, l’invito a sparare”. Orsi ha ricordato che tutti i medici fotografati nel manifesto e nel calendario elettorale di Burlando sono stati promossi: 7 su 7. E così come è successo a due ex consiglieri regionali dei Ds. Non può essere un caso. Il presidente dice di non occuparsi di nomine, ma evidentemente c’è qualcuno che se ne occupa”.
Vincenzo Marco Nesci (Rifondazione comunista): “La questione del calendario è da cortile: ci sono anche i camalli, ma non sono nella terna delle nomine per l’autorità portuale. La questione discende da un sistema in cui le lobby hanno sempre avuto un ruolo fortissimo: penso a quella farmaceutica, a quella dei medici. Ci sono gli elementi per fare chiarezza nell’ambito della politica. Il nuovo ospedale di Albenga era una marchettina del centro destra che ha cereato un ospedale nuovo di zecca a pochi chilometri da quello esistente solo per compiacere l’ex capogruppo di Forza Italia. Per non parlare delle esternalizzazioni volute dal centro destra. Come i 45 milioni all’anno che si sono spesi per il calore o il global service di Spezia, che utilizzano personale della Asl. Sul sistema va fatta chiarezza fino in fondo “.
Sandro Biasotti (Per la Liguria) ha detto: “Questa polemica non è partita dal centro destra, ma da un professore universitario. Non voglio attaccare Burlando, trovo che fare nomi senza prove non sia corretto. Ma l’ingerenza politica nelle nomine è la questione centrale. Quand’ero presidente ho litigato con le mie parti politiche per evitare intromissioni politiche. La prova che non abbiamo fatto nomine politiche è che abbiamo confermato il prof. Cosenza, il dott. Ferrando al Villa Scassi, Grasso e Barabino e, fuori dalla sanità Bonanini al Parco delle Cinque Terre”.
Matteo Rosso (Forza Italia) si è stupito per “la scarsa attenzione del presidente al dialogo coi sindacati e gli ordini dei medici. Il suo atteggiamento è lo stesso che ho trovato in commissione sanità sulla commissione per San Martino. Chiedevo che si facesse una verifica politica. Foniatria non è “una lotta di potere tra vecchi baroni”. Forza Italia ha presentato un’interpellanza, dopo aver fatto un sopralluogo, trovando gli spazi dedicati a foniatria: un reparto meraviglioso mentre oculistica sta in ambiti ristretti “.
Franco Bonello (Unione a sinistra) ha ricordato che quello del San Martino è “l’unico servizio pubblico di foniatria in Liguria, ed è giusto che sia ampio. I primari sono anche foniatri artistici, unici due in Italia, accreditati al festival di Sanremo. È grave che fino ad oggi questa specialità sia stata relegata in spazi inadeguati, non che oggi sia ben sistemata. Ogni volta che si parla di spazi, e a San Martino ce ne sono molti inutilizzati, si creano polemiche. In quanto alle assunzioni non si può dare un incarico apicale temporaneo per 5 anni e poi attribuirlo per concorso. Se i medici saranno scelti attraverso un concorso il sistema garantirà tutti”.
Luigi Morgillo (Forza Italia) ha aggiunto: “Stiamo scrivendo ancora una volta una pessima pagina della storia di questa Regione. Nella sua comunicazione Burlando ha debordato, per difendersi ha alzato altra polvere e le polemiche non si placano. Accusato di avere imposto un reparto, si è difeso dicendo di aver “sussurrato” a un direttore generale: il suo compito è emanare delle direttive non sussurrare. Siamo peggio della Sicilia, dove a sussurrare sono i padrini e non i presidenti della Regione. L’opinione pubblica, di cui fanno parte anche i baroni, ha sollevato delle domande ma non sono arrivate le risposte. Ho stilato la mappa regionale: possibile che quando si tratta di nomine il 100% del potere politico nella sanità è occupato dai Ds, ora Pd? Possibile che in questa Regione non ci sia una persona capace e competente che non appartenga al Pd? Nonostante questa mappa la sanità non funziona e la Giunta non applica la legge che ha fatto. Occorre una commissione o una legge per togliere la discrezionalità nella scelta dei primari”.
Claudio Gustavino (L’Ulivo): “Non è vero che il nostro sistema sanitario è di scarso valore e non funziona. Non sono stati fatti primari degli incapaci. Non dobbiamo mandare messaggi sbagliati all’opinione pubblica: in Liguria chi ha bisogno di cure le riceve e sono qualificate. Il problema della discrezionalità non si risolve coi punteggi. In altri paesi i problemi sulle nomine sono superati dagli indicatori di qualità del mestiere. Ma in Italia oggi questa non è una proposta realizzabile: abbiamo un sistema residuale e vecchio che non sta al passo con la preparazione vera dei medici. Dobbiamo affrontare il problema dell’università e degli aggiornamenti. La magistratura non viene perché non c’è niente da indagare”.
Francesco Bruzzone (Lega Nord per la Liguria) “Non mi piace come si sono svillupate le discussioni oggi. Non credo sia un caso la concomitanza delle facce sul manifesto e degli avanzamenti di carriera”.
L’assessore alla salute, Claudio Montaldo ha detto: “È del tutto casuale l’orientamento politico dei primari. In questo paese per fortuna si possono ricoprire incarichi importanti anche avendo un orientamento politico manifesto. Userò tutti gli strumenti perché si possa dare la massima trasparenza possibile. L’utilizzo del 15 septis è stato fatto in modo contenuto e nei limiti della legge: in Liguria sono 71 i contratti di questo tipo, di cui 33 dalla Giunta Biasotti. Sono d’accordo sulle proposte di Gustavino e mi impegnerò per fare in modo che si dia conto del lavoro svolto dalle persone in modo da poter giudicare in base a numeri e qualità del lavoro. Per superare questa situazione abbiamo avviato concorsi anche prima della scadenza dei contratti. Dire che la sanità non funziona è sbagliato anche se certamente si può fare un elenco abbastanza lungo di singole cose che non funzionano. Foniatria è un servizio utile e deve essere nelle migliori condizioni possibili inoltre nel 2006 ha fatto 4200 interventi ambulatoriali e 1100 al letto dei pazienti di San Martino e ha lunghe liste di attesa. Che la sollecitazione sia stata fatta dal presidente della Giunta è corretto e giusto”.


» Felix Lammardo

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