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Articolo n° 19015 del 19 dicembre 2007 delle ore 14:57

Savona, importanti scoperte archeologiche sul Priamar

Savona. Giovedì 20 dicembre alle ore 16.30, presso la Sala conferenze della Pinacoteca Civica (Palazzo Gavotti – Piazza Chabrol), si terrà una conversazione a più voci su: “L’antica cattedrale dell’Assunta al Priamàr: ricerche archeologiche e testimonianze artistiche” con interventi di Carlo Varaldo, Rita Lavagna, Paolo Ramagli.
L’incontro, aperto alla cittadinanza, è organizzato dal Civico Museo Archeologico di Savona e dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri in collaborazione con la Pinacoteca Civica e sarà articolato in tre momenti: le origini della cattedrale e della diocesi savonese, le descrizioni del Duomo rinascimentale attraverso la “guida” di due cronisti dell’epoca, i risultati degli scavi archeologici.
Nell’occasione si terrà una visita guidata alla mostra “Il Rinascimento visto da vicino” a cura di Eliana Mattiauda, nel corso della quale sarà possibile ammirare il polittico di Vincenzo Foppa e Ludovico Brea, che era collocato sull’altare maggiore del Duomo medievale e che ritornerà, fra qualche mese, nell’Oratorio di N. Signora del Castello.
Da più di due mesi si scava nell’area dell’antica Cattedrale all’interno della Fortezza del Priamàr. Si tratta di un’impegnativa ricerca archeologica (che si avvale di un contributo della Fondazione “A. De Mari” Cassa di Risparmio di Savona) che riprende, a distanza di oltre cinquant’anni dai primi interventi di scavo, le indagini su quella che è stata, per tanti secoli, la chiesa matrice della diocesi savonese. L’iniziativa è dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri che opera, in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova (cattedra di Archeologia Medievale) e il Civico Museo Archeologico, su autorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La campagna di questi mesi, preliminare a indagini su vasta scala che si realizzeranno nei prossimi anni, ha comportato la documentazione delle emergenze monumentali conservate, con l’individuazione delle strutture medievali della chiesa tutt’ora visibili all’interno dei successivi interventi militari cinque e seicenteschi nonché l’apertura di un ampio scavo nell’area centrale del complesso religioso, dove venne costruita, nel XVI secolo, la cosiddetta Abitazione del Commissario della Cittadella, poi trasformata, nel XVII secolo, nella Casa dei Colonnelli.
Oltre ad una ricca documentazione sulla struttura dell’edificio militare e sulla vita della fortezza genovese (con numerosi reperti relativi all’armamento, alle divise e agli oggetti usati dalla guarnigione), queste prime indagini archeologiche hanno permesso di recuperare, fra i materiali riutilizzati per la costruzione seicentesca, quella che a tutt’oggi rappresenta la più antica testimonianza dell’antica Cattedrale savonese. Si tratta di un pilastrino marmoreo appartenente all’arredo liturgico della chiesa altomedievale che, sulla base degli eleganti decori scolpiti, può essere datato alla seconda metà dell’VIII secolo.
La chiesa altomedievale venne ristrutturata in età romanica e arricchita grazie agli importanti interventi promossi, tra XV e XVI secolo, dai due papi savonesi Sisto IV e Giulio II, per essere demolita nel corso del XVI secolo a seguito della costruzione dell’imponente fortezza genovese del Priamàr.
Sulla base di alcune descrizioni del primo Cinquecento è stato possibile proporne una ricostruzione attendibile. Si trattava di una chiesa di grandi dimensioni, con l’abside a picco sul mare; sulla facciata della chiesa sopra la porta principale era inserita nel timpano una lunetta in pietra nera dorata raffigurante l’Assunta con Apostoli e Angeli, oggi conservata nel nuovo Duomo, così come si possono ammirare in Duomo altre importanti testimonianze artistiche: il fonte battesimale, il pulpito marmoreo, il coro con gli stalli lignei, mentre altre importanti opere d’arte, come il polittico dell’altare maggiore, opera di Vincenzo Foppa e Ludovico Brea, e gli stalli lignei del primitivo coro, sono conservati in alcuni oratori della città.
L’assessore alla cultura Ferdinando Molteni: “Ancora una volta il Priamàr svela un pezzetto della sua storia. Sapevo che la campagna di scavi nell’area della cattedrale avrebbe portato qualche risultato importante e la conferma è arrivata puntualmente. Il sottosuolo del Priamàr è lo scrigno della storia savonese e sono grato al professor Carlo Varaldo e agli straordinari archeologi e studiosi dell’Istituto internazionale di studi liguri per il lavoro che stanno facendo”.

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» Felix Lammardo

1 commento a “Savona, importanti scoperte archeologiche sul Priamar”
Bruno Pirastu ha detto..
il 19 dicembre 2007 alle 15:12

Chissà cosa c’era dove si è scavato per il Crescent ? in fin dei conti Saona, maledetta dai Genovesi e dai Romani , la vendetta non ha tempo , aveva li la sua origine. ( Lasciamo perdere l’area Ex Astor ) . Và bene cosi ! siamo, penso , l’unica città al mondo dove l’icona dell’occupazione e della repressioni del Libero Comune viene oggi contrabbandata come SIMBOLO del Libero Comune ( Ahi Ahi ) Ma in politica come altrove UBI MAIOR MINOR CESSAT

PS) A scanso di equivoci mio bis-nonno è nato in via Sacchi

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