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Articolo n° 19113 del 21 dicembre 2007 delle ore 16:21

Asl 2, allarme meningite: una riflessione sull’epidemia di Treviso

[thumb:4855:r]Savona. “L’emergenza sanitaria  verificatasi in questi giorni nella provincia di Treviso a causa di alcuni casi epidemici di meningite meningococcica ci porta ad alcune precisazioni e riflessioni sull’accaduto”. Così la Asl 2 Savonese parla dei casi di meningite registrati in questi giorni nel trevigiano, e con un comunicato spiega: “Circa 30-40 anni or sono i casi epidemici di meningite da meningococco erano estremamente più frequenti; le epidemie si verificavano per la presenza di uno o più portatori sani di meningococco in luoghi particolarmente affollati (cinema, sale da ballo, caserme, scuole). Le potenzialità terapeutiche a quei tempi erano decisamente minori e soprattutto i canali per organizzare una efficace  prevenzione ancora incerti ed inefficaci. Partendo da questi presupposti possiamo affermare che attualmente è estremamente raro il verificarsi di casi di vere e proprie epidemie da meningococco nel nostro Paese nonostante sia una infezione a trasmissione aerea; i dati epidemiologici forniti dal Ministero della Salute ci informano che sono circa 1000/anno i casi notificati di meningite in Italia di cui circa 300 da Neisseria meningitidis o meningococco mentre altri batteri causa di queste gravi affezioni sono Streptococco pneumonite (pneumococco), circa 300 casi, seguito da Haemophilus influentiae e da forme virali decisamente meno gravi”.
“Nonostante ciò – prosegue la nota Asl 2 – quando il serbatoio di popolazione di portatori sani di meningococco si fa percentualmente più rilevante ecco che possono esplodere epidemie come quelle che si sono verificate  a Treviso. Da sempre la meningite da meningococco è stata lo spauracchio dei clinici e della popolazione poiché nonostante una diagnosi precoce e talvolta un intervento terapeutico sollecito l’esplosione clinica della malattia può portare ad uno shock settico fatale. Ne sono l’esempio i tre casi di decesso su 8 pazienti ricoverati presso gli ospedali della provincia di Treviso. In questo caso la mortalità è stata elevatissima probabilmente a causa della estrema virulenza del ceppo di microrganismo in causa senza che i tentativi terapeutici praticati dai sanitari in causa potessero modificare l’esito dell’infezione. La sintomatologia della meningite è subdola con presenza di cefalea sempre più accentuata con il trascorrere delle ore, febbre alta, dolore al collo e al dorso comparsa di emorragie puntiformi agli arti e al tronco sino allo stato di coma. Tutta questa sintomatologia può essere precipitosa ed accadere nel breve volgere di ore”.
“L’allarme scaturito dai fatti di Treviso non ci deve però portare a conclusioni troppo affrettate e catastrofiche – concludono gli specialisti – Il grande sforzo realizzato ormai da alcuni anni e che spesso ha determinato l’esaurirsi di un evento epidemico è il funzionamento di una efficace organizzazione di prevenzione. A Treviso  sono stati sottoposti a profilassi con antibiotico in un breve periodo circa 1000 persone venute a contatto con i soggetti affetti da meningite probabilmente troncando la possibilità di ulteriori forme di contagio. Questa, insieme alla vaccinazione, almeno per alcuni ceppi di meningococco è la strategia principale per difendere efficacemente la popolazione dalla possibilità di contagio”.


» Redazione

1 commento a “Asl 2, allarme meningite: una riflessione sull’epidemia di Treviso”
cobra ha detto..
il 21 dicembre 2007 alle 21:24

Riflettiamo pure, volentieri.
Non mi pare di azzardare molto che se 1000 persone sono state a contatto con soggetti affetti da meningite, probabilmente, non volendo sara’ facile abbiano infettato altre persone che, a loro volta spostandosi, viaggiando possono creare una specie di catena…………
Ritengo sicuramente valida una mirata ed estesa vaccinazione, ma poichè PREVENIRE è MEGLIO DI CURARE, sarebbe il caso di intensificare i controlli sanitari per questa ed altre patologie a riguardo di
persone provenienti da paesi a rischio.
Il ministro della sanita’ potrebbe recarsi a fare visita atutti i contagiati o presunti tali, intanto la situazione è sotto controllo, per gli Ammalati sarebbe un buon gesto natalizio e, forse, anche per noi.

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