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Articolo n° 19258 del 27 Dicembre 2007 delle ore 17:12

Agente suicida: SAPPE chiede aiuto psicologico per i poliziotti

[thumb:4883:r]Alassio. Il fenomeno dei suicidi nel corpo di polizia penitenziaria e, più in generale, tra gli operatori in divisa del comparto sicurezza, sta diventando preoccupante. A sostenerlo è la segreteria generale del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria SAPPE, alla notizia del suicidio di Michele Sabina, 30 anni, avvenuto ieri ad Alassio.
“Nella polizia penitenziaria abbiamo registrato tre suicidi di poliziotti in poco più di una settimana, l’ultimo quello di ieri. E dev’essere allora prioritario per il Ministero della Giustizia e tutti gli altri dicasteri interessati fornire un adeguato supporto psicologico per gli operatori delle forze di polizia, al quale fare riferimento nei momenti di disagio individuale” osservano i responsabili del SAPPE.
Il tragico gesto compiuto dall’agente di polizia penitenziaria sul lungomare tra Alassio e Laigueglia, che intorno alle 23 si è esploso un colpo di pistola alla tempia all’interno della sua auto, segue di pochi giorni il suicidio di un Commissario della penitenziaria a Moderna e di un agente a Verbania.
“La cosa sta assumendo proporzioni davvero preoccupanti rispetto alle quali il Ministero della Giustizia non può restare insensibile – aggiungono dall’osservatorio sindacale – Se estendiamo l’analisi a tutto il comparto sicurezza, che raggruppa 450 mila donne e uomini in divisa, sono davvero tanti gli operatori della sicurezza e della difesa che ricorrono al suicidio come forma estrema di disagio individuale. Auspichiamo urgenti interventi di sostegno psicologico da parte delle amministrazioni di competenza ai poliziotti”.
Michele Sabina, di origini lucane, in servizio presso la casa circondariale di Imperia, padre di una bimba di 8 anni, ieri ha deciso di farla finita impugnando l’arma di ordinanza e rivolgendola contro la tempia, dopo aver raggiunto il rettilineo alassino e aver fermato la macchina all’altezza del ristorante “La scogliera”. Le motivazioni del gesto estremo sarebbero da ricondurre alla disperazione maturata nell’ambito di problemi coniugali (era in fase di separazione dalla moglie, impiegata presso l’istituto Trincheri di Albenga).
A soccorrere l’agente poco dopo lo sparo sono stati i militi della Croce Bianca e l’automedica del 118, che hanno provveduto a trasportarlo in condizioni gravissime all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, dove un paio d’ore più tardi, intorno all’una, è deceduto.


» Felix Lammardo

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